Lo svolgimento dei recenti tracciamenti ha interessato anche gli organi di stampa e divulgazione.
Articolo de "Il Piccolo" di data 21/11/2017: Il Timavo si colora di verde per svelare gli speleo enigmi
Consulta anche i seguenti link:
Sito Ilfriuliveneziagiulia
- Il mistero del Timavo: bilancio di tre anni di tracciamenti con sostanze fluorescenti
Sito Scintilena (1)
- In corso prova di tracciamento del fiume Timavo
Sito Scintilena (2)
- Timavo: aggiornamenti sul tracciamento in corso
Sito Scintilena (3)
- Nuove colorazioni sul Timavo per scoprire i segreti del Carso triestino e sloveno
Visualizzazione post con etichetta Timavo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Timavo. Mostra tutti i post
mercoledì 22 novembre 2017
venerdì 10 novembre 2017
Tracciamenti 2017
Nel 2107 il Timavo System Exploratin - progetto internazionale di esplorazioni speleosubaee - si è preso un periodo di sosta. Questo però non vuole dire che l'Adriatica non si sia interessata anche quest'anno del Reka/Timavo. Nel mese di ottobre, infatti, è partito un nuovo programma di tracciamenti del fiume sotterraneo.
Per prima cosa è stata fatta un'immissione di fluoresceina nelle grotte di San Canziano e sono stati definiti vari punti di controllo. Sono stati predisposti degli spettrofluorimetri in continuo nella grotta di Kanjaduce e nell'abisso di Trebiciano. Fluocaptori sono stati installati e sono stati fatti prelievi nella grotta di Kanjaduce, nell'Abisso di Trebiciano, dell'abisso di Repen, nella grotta Lazzaro Jerko, alle risorgive di Duino e alle sorgenti del Sardos e di Aurisina.
A completamento di questo esperimento è stato fatta un'ulteriore immissione di tracciante nella grotta di Kanjaduce sette giorni dopo il primo.
Ora si stanno analizzando i dati e presto sapremo qualcosa di più sul regime idrico sotterraneo del nostro Carso. Come prima constatazione è possibile affermare che tutto ha funzionato per il meglio, con strumenti che hanno registrato regolarmente i dati e la raccolta degli fluocaptori, nonché i prelievi giornalieri, gestiti al meglio.
Hanno operato la Società Adriatica di Speleologia in collaborazione con il Dipartimento di matematica e geoscienze dell'Università di Trieste. Per gli aspetti scientifici hanno contribuito il Park of Skocianske Jame, l'Istituto ricerche carsiche di Postumia, il dott. Fabio Gemiti e Mario Galli. Nelle attività speleologiche hanno partecipato la Commissione Grotte E. Boegan e il Club Alpinistico Triestino.
Vedi anche pagina Facebook.
Per prima cosa è stata fatta un'immissione di fluoresceina nelle grotte di San Canziano e sono stati definiti vari punti di controllo. Sono stati predisposti degli spettrofluorimetri in continuo nella grotta di Kanjaduce e nell'abisso di Trebiciano. Fluocaptori sono stati installati e sono stati fatti prelievi nella grotta di Kanjaduce, nell'Abisso di Trebiciano, dell'abisso di Repen, nella grotta Lazzaro Jerko, alle risorgive di Duino e alle sorgenti del Sardos e di Aurisina.
A completamento di questo esperimento è stato fatta un'ulteriore immissione di tracciante nella grotta di Kanjaduce sette giorni dopo il primo.
Ora si stanno analizzando i dati e presto sapremo qualcosa di più sul regime idrico sotterraneo del nostro Carso. Come prima constatazione è possibile affermare che tutto ha funzionato per il meglio, con strumenti che hanno registrato regolarmente i dati e la raccolta degli fluocaptori, nonché i prelievi giornalieri, gestiti al meglio.
Hanno operato la Società Adriatica di Speleologia in collaborazione con il Dipartimento di matematica e geoscienze dell'Università di Trieste. Per gli aspetti scientifici hanno contribuito il Park of Skocianske Jame, l'Istituto ricerche carsiche di Postumia, il dott. Fabio Gemiti e Mario Galli. Nelle attività speleologiche hanno partecipato la Commissione Grotte E. Boegan e il Club Alpinistico Triestino.
Vedi anche pagina Facebook.
lunedì 23 maggio 2016
Intensa attività
Due settimane impegnative, ma di grandi soddisfazioni.
In questi pochi giorni, si sono susseguite tante iniziative con l'impegno di soci e simpatizzanti. Vediamo di riassumere, in maniera sintetica, cosa è stato fatto:
Mercoledì 11 maggio: Conferenza sul Timavo di Marco Restaino con l'Associazione Italia-Austria;
Giovedì 12 maggio: Prima lezione del Corso di Speleologia in CA;
Venerdì 13 maggio: Conferenza sulla Zanzara Tigre di Isabella Abbona, presso lo Spelevivarium;
Sabato 14 maggio: Accompagnamento di un gruppo di visitatori ai Sotterranei dei Gesuiti;
Lunedì 16 maggio: Concerto di Michele Veronese (musica irlandese) presso lo Speleovivarium;
Giovedì 19 maggio: Seconda lezione del Corso di Speleologia in CA presso lo Speleovivarum;
Venerdì 20 maggio: Prima giornata di partecipazione al Mini Maker Faire;
Sabato 21 maggio: Seconda giornata di partecipazione al Mini Maker Faire;
Domenica 22 maggio: Apertura al mattino dello Speleovivarium.
Domenica 22 maggio: Terza giornata di partecipazione al Mini Maker Faire;
Domenica 22 maggio: Prima uscita pratica del Corso di Speleologia in CA;
Domenica 22 maggio: Uscita di alleamento in grotta, alla voragine di San Lorenzo.
Domenica 22 maggio: 7° International Workshop on ice caves a Postumia, presentazione di Federica Papi, con visita alla Snežna Jama.
Segue un collage di immagini delle varie iniziative
(foto di C. Bratos, C. Duro, P. Guglia, A. Maizan, F. Papi, C. Ravasini)
In questi pochi giorni, si sono susseguite tante iniziative con l'impegno di soci e simpatizzanti. Vediamo di riassumere, in maniera sintetica, cosa è stato fatto:
Mercoledì 11 maggio: Conferenza sul Timavo di Marco Restaino con l'Associazione Italia-Austria;
Giovedì 12 maggio: Prima lezione del Corso di Speleologia in CA;
Venerdì 13 maggio: Conferenza sulla Zanzara Tigre di Isabella Abbona, presso lo Spelevivarium;
Sabato 14 maggio: Accompagnamento di un gruppo di visitatori ai Sotterranei dei Gesuiti;
Lunedì 16 maggio: Concerto di Michele Veronese (musica irlandese) presso lo Speleovivarium;
Giovedì 19 maggio: Seconda lezione del Corso di Speleologia in CA presso lo Speleovivarum;
Venerdì 20 maggio: Prima giornata di partecipazione al Mini Maker Faire;
Sabato 21 maggio: Seconda giornata di partecipazione al Mini Maker Faire;
Domenica 22 maggio: Apertura al mattino dello Speleovivarium.
Domenica 22 maggio: Terza giornata di partecipazione al Mini Maker Faire;
Domenica 22 maggio: Prima uscita pratica del Corso di Speleologia in CA;
Domenica 22 maggio: Uscita di alleamento in grotta, alla voragine di San Lorenzo.
Domenica 22 maggio: 7° International Workshop on ice caves a Postumia, presentazione di Federica Papi, con visita alla Snežna Jama.
Segue un collage di immagini delle varie iniziative
(foto di C. Bratos, C. Duro, P. Guglia, A. Maizan, F. Papi, C. Ravasini)
lunedì 9 maggio 2016
Conferenza sul Reka-Timavo
Il giorno 11 maggio 2016, alle ore 17, nella sala della biblioteca Stelio Crise in
Largo Papa Giovanni XXIII n. 6 a Trieste, lo speleologo Marco Restaino
parlerà del Fiume "Reka - Timavo". Illustrerà lo stato delle attuali
conoscenze e la natura carsica del fiume oltre a parlare delle grotte
già scoperte, e in corso di esplorazione che raggiungono il corso
sotterraneo del fiume. Si accennerà alle recenti scoperte effettuate da
un'equipe di speleo sub francesi ed ai risultati di alcuni tracciamenti
delle acque. Con l'occasione sarà proiettato il film documentario "Alla
Ricerca del Fiume Nascosto" dell'esploratore e regista Tullio Bernabei
targato National Geographic. L'incontro tematico è organizzato dalla
sezione del Friuli Venezia Giulia dell'associazione Italia - Austria e
vede coinvolta la Società Adriatica di Speleologia in collaborazione
con il Museo Civico di Storia Naturale.
Ingresso gratuito fino ad
esaurimento dei posti.
sabato 23 aprile 2016
Blog Reka-Timavo
La Società Adriatica di Speleologia si è sempre interessata a vari temi della speleologia, ma forse il più stimolante ed avvincente è stato quello legato al corso sotterraneo del fiume Timavo.
E' per questo motivo che presentiamo, con estremo piacere, un nuovo blog presente in rete, intitolato"REKA-TIMAVO. Ricerche, esplorazioni, notizie".
Queste pagine sono nate per raccogliere le notizie relative al fiume Reka-Timavo, affrontando temi di carattere scientifico (analisi delle acque, misurazioni delle portate, tracciamenti, ecc.), temi di carattere esplorativo (nuove grotte, scavi, immersioni, ecc.) e semplici notizie di fatti, avvenimenti e manifestazioni, quando pertinenti all'argomento.
Il blog è aperto a tutti. Non è il notiziario di un gruppo, ma uno spazio disponibile per chiunque voglia aggiungere un'informazione, condividendo con gli altri i risultati del proprio lavoro. Molto importante sarà anche il contributo degli amici d'oltre confine, in quanto un tratto del fiume sotterraneo scorre nella vicina Slovenia.
Vai direttamente alle pagine del BLOG.
E' per questo motivo che presentiamo, con estremo piacere, un nuovo blog presente in rete, intitolato"REKA-TIMAVO. Ricerche, esplorazioni, notizie".
Queste pagine sono nate per raccogliere le notizie relative al fiume Reka-Timavo, affrontando temi di carattere scientifico (analisi delle acque, misurazioni delle portate, tracciamenti, ecc.), temi di carattere esplorativo (nuove grotte, scavi, immersioni, ecc.) e semplici notizie di fatti, avvenimenti e manifestazioni, quando pertinenti all'argomento.
Il blog è aperto a tutti. Non è il notiziario di un gruppo, ma uno spazio disponibile per chiunque voglia aggiungere un'informazione, condividendo con gli altri i risultati del proprio lavoro. Molto importante sarà anche il contributo degli amici d'oltre confine, in quanto un tratto del fiume sotterraneo scorre nella vicina Slovenia.
Vai direttamente alle pagine del BLOG.
lunedì 18 aprile 2016
TSE 2016
Per tutti gli interessati, è già on line il blog dedicato alle esplorazioni speleosubacquee del Timavo System Exploration 2016.
Nel mese di agosto ritorneranno a Trieste gli amici francesi e riprenderanno le immersioni al Pozzo dei Colombi e all'Abisso di Trebiciano. Per ora, stanno già fervendo i preparativi, sia di carattere burocratico che operativo.
Seguendo il blog sarà possibile rimanere informati, in tempo reale, sul progresso delle esplorazioni.
Trovate il blog al seguente indirizzo.
Nel mese di agosto ritorneranno a Trieste gli amici francesi e riprenderanno le immersioni al Pozzo dei Colombi e all'Abisso di Trebiciano. Per ora, stanno già fervendo i preparativi, sia di carattere burocratico che operativo.
Seguendo il blog sarà possibile rimanere informati, in tempo reale, sul progresso delle esplorazioni.
Trovate il blog al seguente indirizzo.
lunedì 4 aprile 2016
Sono passati trent'anni
Ebbene si, sono passati trent'anni.
Ieri una squadra di speleo della SAS si è portata avanti nei lavori di sistemazione delle attrezzature al Pozzo dei Colombi, in vista delle esplorazioni di agosto con i sub francesi. Durante l'uscita è stato osservato che la targhetta fissata sulla trave di sostegno del cavo d'acciaio, utilizzato per calare i materiali all'interno della grotta, riportava la seguente scritta: "SOCIETA' ADRIATICA DI SPELEOLOGIA - AUTORIZZAZIONE COMUNALE 4/4/86 - PROT 524".
La data è inequivocabile. Oggi corre il trentesimo anniversario di quella installazione e delle prime immersioni dell'Adriatica al Pozzo de Colombi.
Un bel traguardo, che speriamo porti fortuna alle prossime esplorazioni estive.
Ieri una squadra di speleo della SAS si è portata avanti nei lavori di sistemazione delle attrezzature al Pozzo dei Colombi, in vista delle esplorazioni di agosto con i sub francesi. Durante l'uscita è stato osservato che la targhetta fissata sulla trave di sostegno del cavo d'acciaio, utilizzato per calare i materiali all'interno della grotta, riportava la seguente scritta: "SOCIETA' ADRIATICA DI SPELEOLOGIA - AUTORIZZAZIONE COMUNALE 4/4/86 - PROT 524".
La data è inequivocabile. Oggi corre il trentesimo anniversario di quella installazione e delle prime immersioni dell'Adriatica al Pozzo de Colombi.
Un bel traguardo, che speriamo porti fortuna alle prossime esplorazioni estive.
domenica 31 gennaio 2016
Presentazione TSE
Ottima riuscita della conferenza fatta giovedì scorso presso lo Speleovivarium. L'argomento era il programma di ricerca Timavo System Exploration e la presenza di molto pubblico ha confermato l'interesse per questo argomento.
Dopo una breve presentazione della padrona di casa Isabella Abbona, Marco Restaino ha introdotto i "misteri" del Timavo, Piero Luchesi ha parlato delle problematiche inerenti l'organizzazione logistica del progetto e Paolo Guglia ha descritto i risultati esplorativi raggiunti.
Alla fine degli interventi è stata donata una stampa ai relatori ed una anche all'amico Jaka Jakofcic, in rappresentanza dei tanti speleo sloveni che ci hanno dato una mano nel corso delle discese.
La serata è stata organizzata in ricordo di Erwin Pichl, ideatore e promotore dello Speleovivarium.
Seguono alcune immagini scattate da Aberto Maizan.
Dopo una breve presentazione della padrona di casa Isabella Abbona, Marco Restaino ha introdotto i "misteri" del Timavo, Piero Luchesi ha parlato delle problematiche inerenti l'organizzazione logistica del progetto e Paolo Guglia ha descritto i risultati esplorativi raggiunti.
Alla fine degli interventi è stata donata una stampa ai relatori ed una anche all'amico Jaka Jakofcic, in rappresentanza dei tanti speleo sloveni che ci hanno dato una mano nel corso delle discese.
La serata è stata organizzata in ricordo di Erwin Pichl, ideatore e promotore dello Speleovivarium.
Seguono alcune immagini scattate da Aberto Maizan.
sabato 23 gennaio 2016
TSE: conferenza
Giovedì 28 gennaio, alle ore 18:30, presso lo Speleovivarium Erwin Pichl di via Reni n. 2/c, si terra una conferenza, con proiezione di immagini, sulle ultime esplorazioni
subacquee svolte dalla National Cave Diving Commette della FFESSM in collaborazione con la Società Adriatica di Spelelogia, alla ricerca dei misteri del Timavo.
In fondo alla grotta di Trebiciano ed al pozzo dei Colombi a Duino, gli speleosub francesi hanno potuto trovare conferme e nuove diramazioni, ma anche tanti interrogativi legati al più sfuggente dei fiumi sotterranei, un vero "fantasma" del Carso profondo...
In fondo alla grotta di Trebiciano ed al pozzo dei Colombi a Duino, gli speleosub francesi hanno potuto trovare conferme e nuove diramazioni, ma anche tanti interrogativi legati al più sfuggente dei fiumi sotterranei, un vero "fantasma" del Carso profondo...
domenica 18 ottobre 2015
GEOSUB 2015
L'occasione era importante e l'aiuto dell'Università fondamentale, ma certamente non poteva esserci a Trieste un convegno su subacquea e geologia senza la possibilità di poter presentare il lavoro svolto in questi ultimi anni con il Timavo System Exploration.
Così, con il fondamentale contributo del dott. Luca Zini che ha introdotto l'idrogeologia dell'area, il nostro socio Piero Luchesi ha presentato ad una platea interessata i risultati del TSE, evidenziando i successi raggiunti ma anche le tante difficoltà affrontate dagli amici speleosub del National Cave Diving Commette della FFESSM.
Un rigraziamento, quindi, a Luca e un applauso a Piero per il grande lavoro svolto.
Vedi anche la notizia pubblicata sul BLOG del TSE 2015.
Così, con il fondamentale contributo del dott. Luca Zini che ha introdotto l'idrogeologia dell'area, il nostro socio Piero Luchesi ha presentato ad una platea interessata i risultati del TSE, evidenziando i successi raggiunti ma anche le tante difficoltà affrontate dagli amici speleosub del National Cave Diving Commette della FFESSM.
Un rigraziamento, quindi, a Luca e un applauso a Piero per il grande lavoro svolto.
Vedi anche la notizia pubblicata sul BLOG del TSE 2015.
lunedì 17 agosto 2015
TSE 2015
Se volete sapere come è andata quest'anno con le immersioni del Timavo System Exploration, visitate il blog dedicato, dove sono riassunti - giorno per giorno - le novità ed i risultati raggiunti.
Vai alla pagina del Timavo System Exploration 2015.
Vai alla pagina del Timavo System Exploration 2015.
![]() |
| Una bella immagine di Alberto Maizan |
sabato 1 agosto 2015
E diamo qualche numero...
Guardando in archivio, abbiamo ripescato una relazione che risale all'inizio del 2014.
Dopo averla preparata, l'avevamo fatta leggere a qualche amico: qualcuno è rimasto meravigliato, altri si sono dimostrati scettici, altri ancora non hanno capito nulla...
Si tratta di un testo che riporta pensieri, considerazioni e idee a flusso libero, una specie di brain stormig speleologico.
Oggi, con il progredire degli scavi alla grotta Luftloch pensiamo che quanto scritto più di un anno fa possa diventare finalmente d'attualità, per cui abbiamo pensato di pubblicare detta relazione.
Come scritto nel testo, "ulteriori commenti li faremo quando avremo i nostri stivali finalmente immersi nelle acque profonde della grotta...".
Scarica la relazione intitolata GROTTE SOFFIANTI, UN PO' DI NUMERI.
Dopo averla preparata, l'avevamo fatta leggere a qualche amico: qualcuno è rimasto meravigliato, altri si sono dimostrati scettici, altri ancora non hanno capito nulla...
Si tratta di un testo che riporta pensieri, considerazioni e idee a flusso libero, una specie di brain stormig speleologico.
Oggi, con il progredire degli scavi alla grotta Luftloch pensiamo che quanto scritto più di un anno fa possa diventare finalmente d'attualità, per cui abbiamo pensato di pubblicare detta relazione.
Come scritto nel testo, "ulteriori commenti li faremo quando avremo i nostri stivali finalmente immersi nelle acque profonde della grotta...".
Scarica la relazione intitolata GROTTE SOFFIANTI, UN PO' DI NUMERI.
venerdì 8 maggio 2015
Mini Maker Fair
Veniteci a trovare sabato 9 e domenica 10 maggio allo stand M20 del Mini Maker Fair, presso il Centro di Fisica di Miramare
L'attività presentata della Società Adriatica di Speleologia e dallo Speleovivarium Erwin Pichl al Trieste Mini Maker Fair si propone
di comunicare e mostrare al
pubblico - con diorami e
modellini dinamici - gli effetti della circolazione delle acque nel suolo
carsico e il patrimonio della ricca biodiversità in esso presente, promuovendo in ogni persona una sensibilità verso la natura più nascosta
del nostro Carso, al fine di una ricomposizione del rapporto con
l'ambiente per un nuovo codice etico di comportamento nei suoi riguardi.
Il settore sperimentale - rappresentato dalla Stazione Sperimentale Ipogea dell'abisso di Trebiciano - illustrerà i progetti e lo sviluppo del sistema di rilevazione ambientale operante nella cavità profonda 329 m.
La corretta gestione e acquisizione dei parametri fisici potrà rendere possibili, in futuro, anche nuove indagini scientifiche.
Le avverse peculiarità dell'ambiente ipogeo possono essere un eccezionale campo di collaudo per nuovi sistemi di trasmissione dati.
La Società è aperta ad ogni tipo di collaborazione in questo settore.
Responsabile: Sergio DAMBROSI
Email: sergio.dambrosi@tin.it
Vai al sito del Mini Maker Fair.
Il settore sperimentale - rappresentato dalla Stazione Sperimentale Ipogea dell'abisso di Trebiciano - illustrerà i progetti e lo sviluppo del sistema di rilevazione ambientale operante nella cavità profonda 329 m.
La corretta gestione e acquisizione dei parametri fisici potrà rendere possibili, in futuro, anche nuove indagini scientifiche.
Le avverse peculiarità dell'ambiente ipogeo possono essere un eccezionale campo di collaudo per nuovi sistemi di trasmissione dati.
La Società è aperta ad ogni tipo di collaborazione in questo settore.
Responsabile: Sergio DAMBROSI
Email: sergio.dambrosi@tin.it
Vai al sito del Mini Maker Fair.
![]() |
| Caverna Lindner al fondo dell'abisso di Trebiciano (Foto A. Maizan) |
giovedì 30 aprile 2015
Altra conferenza sul Timavo
Continua l'azione di divulgazione della Società Adriatica di Speleologia sul tema Timavo ed acque carsiche di profondità.
Questa volta, presso il Circolo A.R.I.S. di Barcola, Marco Restaino (con il supporto multimediale di Paolo Guglia) ha presentato la conferenza con proiezione di slide intitolata "Il Timavo. Dalle sorgenti alle foci". Gli argomenti trattati sono stati sempre quelli a noi particolarmente cari: grotte soffianti, fiumi sotterranei, piene e scavi.
Notevole è stato l'interesse dei partecipanti, che hanno rivolto numerose domande al relatore.
Questa volta, presso il Circolo A.R.I.S. di Barcola, Marco Restaino (con il supporto multimediale di Paolo Guglia) ha presentato la conferenza con proiezione di slide intitolata "Il Timavo. Dalle sorgenti alle foci". Gli argomenti trattati sono stati sempre quelli a noi particolarmente cari: grotte soffianti, fiumi sotterranei, piene e scavi.
Notevole è stato l'interesse dei partecipanti, che hanno rivolto numerose domande al relatore.
![]() |
| Foto di Stelio Baret |
![]() |
| Foto di Stelio Baret |
martedì 21 aprile 2015
Il fiume Timavo racconta
Si è svolto il giorno 21 aprile, presso la Sala degli Incontri dell'Hotel Duchi d'Aosta, l'interessantissimo incontro intitolato "Il fiume Timavo racconta: dalle sorgenti al mare tra natura, storia, miti e leggende", che ha visti riuniti un bel numero di esperti ed appassionati del nostro fiume carsico.
Con la conduzione del giornalista Piero Spirito, il primo intervento è stato quello di Sergio Dolce, noto naturalista che ha parlato degli animali delle grotte (citando la SAS per il grande lavoro di realizzazione della ferrata Adriatica nell'abisso di Trebiciano). Ha quindi seguito il prof. Franco Cucchi dell'Università di Trieste, che ha trattato la geologia del Carso Classico e spiegato i risultati del Progetto HydroKarst (da evidenziare una curiosità: l'immagine iniziale delle slide era una bella fotografia scattata da Alberto Maizan, socio della SAS). E' quindi intervenuto Sergio Dambrosi (presidente della SAS) che ha raccontato dei grandi interventi riguardanti la Stazione Sperimentale Ipogea dell'abisso di Trebiciano e ha informato i presenti sui gravi problemi che oggi coinvolgono i gruppi grotte nei loro rapporti con le istituzioni. Ha quindi preso la parola Clarissa Brun, che ha parlato delle esplorazioni nell'abisso di Repen ed ha evidenziato lo spirito con cui lo speleologo si avvicina al mondo sotterraneo delle grotte. E' stato quindi il turno di Marco Restaino (vicepresidente della SAS) che ha spiegato i meccanismi delle piene e dei soffi d'aria che interessano le grotte timaviche, relazionando anche sugli scavi nella cavità denominata Luftloch. L'ultimo intervento è stato quello di Duilio Cobol, che ha trattato il tema della speleologia subacquea (ricordando le immersioni pionieristiche della SAS e di Walter Mauci).
A fine serata è stata data la parola anche a Paolo Guglia (socio della SAS) che ha accennato alle recenti esplorazioni speleosubacquee del Timavo Sistem Exploration ed alla collaborazione con l’equipe francese appartenente al National Cave Diving Commette della FFESSM.
Si è trattato di una interessantissima occasione per parlare di Carso, grotte e fiumi sotterranei.
Per noi è stata anche una piacevole riprova che ha confermato la Società Adriatica di Speleologia fra i principali protagonisti della ricerca ed esplorazione del Timavo.
Con la conduzione del giornalista Piero Spirito, il primo intervento è stato quello di Sergio Dolce, noto naturalista che ha parlato degli animali delle grotte (citando la SAS per il grande lavoro di realizzazione della ferrata Adriatica nell'abisso di Trebiciano). Ha quindi seguito il prof. Franco Cucchi dell'Università di Trieste, che ha trattato la geologia del Carso Classico e spiegato i risultati del Progetto HydroKarst (da evidenziare una curiosità: l'immagine iniziale delle slide era una bella fotografia scattata da Alberto Maizan, socio della SAS). E' quindi intervenuto Sergio Dambrosi (presidente della SAS) che ha raccontato dei grandi interventi riguardanti la Stazione Sperimentale Ipogea dell'abisso di Trebiciano e ha informato i presenti sui gravi problemi che oggi coinvolgono i gruppi grotte nei loro rapporti con le istituzioni. Ha quindi preso la parola Clarissa Brun, che ha parlato delle esplorazioni nell'abisso di Repen ed ha evidenziato lo spirito con cui lo speleologo si avvicina al mondo sotterraneo delle grotte. E' stato quindi il turno di Marco Restaino (vicepresidente della SAS) che ha spiegato i meccanismi delle piene e dei soffi d'aria che interessano le grotte timaviche, relazionando anche sugli scavi nella cavità denominata Luftloch. L'ultimo intervento è stato quello di Duilio Cobol, che ha trattato il tema della speleologia subacquea (ricordando le immersioni pionieristiche della SAS e di Walter Mauci).
A fine serata è stata data la parola anche a Paolo Guglia (socio della SAS) che ha accennato alle recenti esplorazioni speleosubacquee del Timavo Sistem Exploration ed alla collaborazione con l’equipe francese appartenente al National Cave Diving Commette della FFESSM.
Si è trattato di una interessantissima occasione per parlare di Carso, grotte e fiumi sotterranei.
Per noi è stata anche una piacevole riprova che ha confermato la Società Adriatica di Speleologia fra i principali protagonisti della ricerca ed esplorazione del Timavo.
venerdì 9 gennaio 2015
Conferenza sul Timavo
Si è tenuta, mercoledì 7 gennaio, un'interessante conferenza intitolata "Il Timavo, dalla sorgente alla foce, attraverso il Carso".
La conferenza si è svolta presso la sede del Cenacolo Medico Triestino ed è stata proposta dal nostro socio Marco Restaino.
Si è parlato inizialmente del Reka, dello scorrere del fiume in superficie per poi essere catturato dalle voragini di San Canziano. Il discorso si è quindi rivolto alle grotte che intercettano il corso sotterraneo del Timavo, con alcune notazioni sulle cavità storiche e su quelle attualmente in scavo. Per finire si è accennato alle risorgve, al tratto finale del corso d'acqua e agli animali che caratterizzano le varie fasi del nostro fiume carsico.
Il pubblico, forse non molto numeroso, ha comunque dimostrato di gradire l'intervento, ponendo molte domande e chiedendo chiarimenti su questo interessante argomento.
La conferenza si è svolta presso la sede del Cenacolo Medico Triestino ed è stata proposta dal nostro socio Marco Restaino.
Si è parlato inizialmente del Reka, dello scorrere del fiume in superficie per poi essere catturato dalle voragini di San Canziano. Il discorso si è quindi rivolto alle grotte che intercettano il corso sotterraneo del Timavo, con alcune notazioni sulle cavità storiche e su quelle attualmente in scavo. Per finire si è accennato alle risorgve, al tratto finale del corso d'acqua e agli animali che caratterizzano le varie fasi del nostro fiume carsico.
Il pubblico, forse non molto numeroso, ha comunque dimostrato di gradire l'intervento, ponendo molte domande e chiedendo chiarimenti su questo interessante argomento.
martedì 26 agosto 2014
Lufloch su Il Piccolo
Anche nella quarta puntata del reportage "Cercando il Timavo" di Piero Spirito, pubblicato sul quotidiano locale Il Piccolo, si parla nuovamente di noi.
Questa volta l'articolo si intitola "Nei cantieri sottoterra da anni si dà la caccia al fiume che non c'è" e racconta dei vari lavori intrapresi dagli speleologi locali per cercare il corso sotterraneo del fiume Timavo.
Ovviamente si accenna anche della grotta Lazzaro Jerko, scavata dalla Commissione Grotte E. Boegan nel 1999, ma la parte del leone la fa la nostra Luftloch. Piero Spirito descrive una sua discesa nella parte iniziale della cavità, spiega le tante difficoltà incontrate ed intervista il "giovane esploratore" Marco Restaino. Parlando delle varie ipotesi maturate negli ultimi anni studiando il comportamento della cavità durante le piene del Timavo e i flussi d'aria uscenti in tali occasioni dall'ingresso della grotta, Marco si sbilancia anche nel dare alcune previsioni sulle dimensioni della caverna finale che sarà trovata alla fine degli scavi. E' un piccolo azzardo, in quanto ci sono molteplici meccanismi che intercorrono nella formazione delle correnti d'aria che si scatenano nei momenti di piena, ma se alla fine le previsioni si riveleranno esatte sarà una grande soddisfazione l'essere riusciti a dimensionare un vano non ancora scoperto.
L'articolo inizia e finisce con una citazione che noi conosciamo bene: "Il Timavo è un sogno, un sogno che stiamo cercando di far avverare metro dopo metro". Speriamo che i lavori intrapresi (si scava nella Luftloch da 14 anni...) si concludano presto, e con successo.
L'articolo è scaricabile al seguente link.
Questa volta l'articolo si intitola "Nei cantieri sottoterra da anni si dà la caccia al fiume che non c'è" e racconta dei vari lavori intrapresi dagli speleologi locali per cercare il corso sotterraneo del fiume Timavo.
Ovviamente si accenna anche della grotta Lazzaro Jerko, scavata dalla Commissione Grotte E. Boegan nel 1999, ma la parte del leone la fa la nostra Luftloch. Piero Spirito descrive una sua discesa nella parte iniziale della cavità, spiega le tante difficoltà incontrate ed intervista il "giovane esploratore" Marco Restaino. Parlando delle varie ipotesi maturate negli ultimi anni studiando il comportamento della cavità durante le piene del Timavo e i flussi d'aria uscenti in tali occasioni dall'ingresso della grotta, Marco si sbilancia anche nel dare alcune previsioni sulle dimensioni della caverna finale che sarà trovata alla fine degli scavi. E' un piccolo azzardo, in quanto ci sono molteplici meccanismi che intercorrono nella formazione delle correnti d'aria che si scatenano nei momenti di piena, ma se alla fine le previsioni si riveleranno esatte sarà una grande soddisfazione l'essere riusciti a dimensionare un vano non ancora scoperto.
L'articolo inizia e finisce con una citazione che noi conosciamo bene: "Il Timavo è un sogno, un sogno che stiamo cercando di far avverare metro dopo metro". Speriamo che i lavori intrapresi (si scava nella Luftloch da 14 anni...) si concludano presto, e con successo.
L'articolo è scaricabile al seguente link.
![]() |
| Parte iniziale in frana della Luftloch (Foto S. Savini) |
domenica 17 agosto 2014
Si parla di noi
Piero Spirito è un giornalista de Il Piccolo, quotidiano cittadino, che più volte si è interessato di grotte e della nostra attività. Recentemente ha avviato una serie di reportage relativi al fiume Timavo/Reka, al suo curioso percorso ed alle varie persone che, in qualche modo, sono state coinvolte.
La prima puntata ha riguardato le sorgenti del fiume, nella seconda, invece, si è parlato delle grotte di San Canziano/Škocjanske Jame.
Nella terza puntata si è arrivati finalmente in territorio italiano e si è posta l'attenzione sull'Abisso di Trebiciano. Ovviamente, parlando di questa grotta, si dovevano citare anche la Società Adriatica di Speleologia, i grandi lavori fatti e la possibilità di visitare la cavità. E' stata introdotta anche la figura di Sergio Dambrosi che, come scritto nell'articolo, si può quasi paragonare per dedizione e presenza ad un "guardiano del faro", solo che nel nostro caso non c'è alcuna luce lampeggiante (quella ogni speleologo deve portarsela da casa) e la lunga serie di scalette metalliche non porta in alto alla lanterna terminale del faro ma scende in profondità nel cuore del Carso.
L'articolo prosegue citando Antonio Federico Lindner, i suoi lavori del 1841 e le varie vicende che hanno coinvolto questa importante grotta nel tempo, fino alle ultime esplorazioni subacquee del Timavo System Exploration fatte dagli amici francesi della FFESSM.
Attendiamo con curiosità le prossime pubblicazioni di questo interessante servizio.
La prima puntata è uscita il 3 agosto, la seconda il 9 agosto e la terza il 14 agosto 2014.
La prima puntata ha riguardato le sorgenti del fiume, nella seconda, invece, si è parlato delle grotte di San Canziano/Škocjanske Jame.
Nella terza puntata si è arrivati finalmente in territorio italiano e si è posta l'attenzione sull'Abisso di Trebiciano. Ovviamente, parlando di questa grotta, si dovevano citare anche la Società Adriatica di Speleologia, i grandi lavori fatti e la possibilità di visitare la cavità. E' stata introdotta anche la figura di Sergio Dambrosi che, come scritto nell'articolo, si può quasi paragonare per dedizione e presenza ad un "guardiano del faro", solo che nel nostro caso non c'è alcuna luce lampeggiante (quella ogni speleologo deve portarsela da casa) e la lunga serie di scalette metalliche non porta in alto alla lanterna terminale del faro ma scende in profondità nel cuore del Carso.
L'articolo prosegue citando Antonio Federico Lindner, i suoi lavori del 1841 e le varie vicende che hanno coinvolto questa importante grotta nel tempo, fino alle ultime esplorazioni subacquee del Timavo System Exploration fatte dagli amici francesi della FFESSM.
Attendiamo con curiosità le prossime pubblicazioni di questo interessante servizio.
La prima puntata è uscita il 3 agosto, la seconda il 9 agosto e la terza il 14 agosto 2014.
giovedì 31 luglio 2014
Articolo sul Timavo
L'attività speleologica si può sviluppare in molti modi. C'è chi esplora da -1000 in avanti, chi dedica il suo tempo allo studio di buchetti profondi una decina di metri, chi fotografa, chi misura, chi parte per paesi lontani e chi non s'allontana che di qualche chilometro. Tutti più o meno contenti e convinti che quella propria sia la "vera" speleologia. Si potrebbero fare molti discorsi teorici a proposito, ma la verità è solo una: un gruppo grotte, per funzionare, ha bisogno di tutti, di chi esplora, di chi fotografa, di chi misura, di chi parte e di chi rimane. Recentemente, su una prestigiosa rivista cittadina, sono stati messi a confronto due tipi di attività speleologica, con il risultato di innescare un'aspra polemica. Secondo me è un grave errore. Un giovane speleo atleticamente preparato sarà più attratto dagli abissi del Canin, una persona più matura si potrà dedicare con soddisfazione a scavi in Carso che impongono pazienza e dedizione, e forse può succedere anche il contrario. Chi può dire, però, quale delle due attività sia la migliore. Se la speleologia fosse un lavoro, il datore ci direbbe quali sono i programmi della giornata e tutti, volenti o dolenti, saremmo chiamati a seguire i piani preordinati. Siccome la speleologia è, invece, una delle attività più libere e non legate da vincoli ed impegni fra quelle di un più ampio volontariato (Ci avete mai pensato? Si fa fatica, si spendono soldi e tempo senza avere alcun ritorno economico, tutto solamente per passione. Più volontariato di questo...), chi può impormi cosa devo fare? O meglio, se obbligato ad un preciso tipo di attività, chi mi farebbe rimanere all'interno di un gruppo che decide arbitrariamente del mio tempo libero e di come devo spendere le mie energie?
Ognuno faccia quindi la "sua" speleologia, chi è "scienziato" studi ed elabori teorie. Chi è esploratore trovi nuovi passaggi e porti a casa tanti bei rilievi. Chi ha un'idea fissa, scavi, cerchi e apra nuove grotte. Chi ha meno tempo e meno energie dia una mano per quel che può. Il tutto sempre all'interno delle strategie di gruppo e di percorsi definiti e condivisi, ma sempre aperti all'interpretazione personale del singolo speleologo. Qual'è, quindi, la "vera" speleologia? Si tratta forse della domanda più inutile che possiamo porci in un momento di grande crisi, di uomini, di finanziamenti e di idee...
La SAS ha sempre affrontato la "sua" speleologia in maniera particolare, seguendo più la passione che il raziocinio, buttandosi spesso in progetti difficili che poi, nel tempo, hanno sempre dato grandi soddisfazioni. Dopo aver esplorato grotte in tutta Italia e oltre, l'elemento che caratterizza l'attuale fase di ricerca è quasi un ritorno alle origini. La speleologia è nata sul Carso con la ricerca dell'acqua di profondità e noi, da anni, abbiamo subito il fascino di questo antico richiamo.
Oggi i mezzi sono radicalmente cambiati. Sono migliorate le possibilità della ricerca scientifica ed anche le potenzialità esplorative hanno fatto passi da gigante. Così, è da un po' di tempo che ci occupiamo (ovviamente non in maniera esclusiva) del Timavo, del suo percorso ipogeo, delle grotte che dovrebbe attraversare, del modo in cui l'acqua - nei vari regimi idrici - si comporta all'interno dell'altipiano carsico. Recentemente, questo tipo di ricerca si è allargato in una collaborazione con gli amici sloveni ed è possibile che, mettendo insieme competenze, esperienze e capacità, si possa arrivare a nuovi ed interessantissimi risultati.
Tutto questo preambolo, in verità, è stato scritto per introdurre un bel articolo scritto dall'amico Rino Semeraro su Cronache Ipogee n. 6/2014 - bollettino online di speleologia del F.V.G. - intitolato "Timavo, mito della speleologia triestina tra filosofia di vita e ricerca: paradigmi da sciogliere".
Abbiamo molto apprezzato questo scritto perchè non solo parla di Timavo e dell'importanza delle ricerche che lo riguardano, ma anche perchè tratta di speleologia in generale, della situazione locale e dei gravi problemi che oggi l'affliggono. Un buon punto di vista scritto molto bene, come Rino riesce sempre a fare.
Chi è interessato può andare sul sito di Cronache Ipogee, oppure scaricare qui il PDF.
Scritto da Paolo Guglia
Ognuno faccia quindi la "sua" speleologia, chi è "scienziato" studi ed elabori teorie. Chi è esploratore trovi nuovi passaggi e porti a casa tanti bei rilievi. Chi ha un'idea fissa, scavi, cerchi e apra nuove grotte. Chi ha meno tempo e meno energie dia una mano per quel che può. Il tutto sempre all'interno delle strategie di gruppo e di percorsi definiti e condivisi, ma sempre aperti all'interpretazione personale del singolo speleologo. Qual'è, quindi, la "vera" speleologia? Si tratta forse della domanda più inutile che possiamo porci in un momento di grande crisi, di uomini, di finanziamenti e di idee...
La SAS ha sempre affrontato la "sua" speleologia in maniera particolare, seguendo più la passione che il raziocinio, buttandosi spesso in progetti difficili che poi, nel tempo, hanno sempre dato grandi soddisfazioni. Dopo aver esplorato grotte in tutta Italia e oltre, l'elemento che caratterizza l'attuale fase di ricerca è quasi un ritorno alle origini. La speleologia è nata sul Carso con la ricerca dell'acqua di profondità e noi, da anni, abbiamo subito il fascino di questo antico richiamo.
Oggi i mezzi sono radicalmente cambiati. Sono migliorate le possibilità della ricerca scientifica ed anche le potenzialità esplorative hanno fatto passi da gigante. Così, è da un po' di tempo che ci occupiamo (ovviamente non in maniera esclusiva) del Timavo, del suo percorso ipogeo, delle grotte che dovrebbe attraversare, del modo in cui l'acqua - nei vari regimi idrici - si comporta all'interno dell'altipiano carsico. Recentemente, questo tipo di ricerca si è allargato in una collaborazione con gli amici sloveni ed è possibile che, mettendo insieme competenze, esperienze e capacità, si possa arrivare a nuovi ed interessantissimi risultati.
Tutto questo preambolo, in verità, è stato scritto per introdurre un bel articolo scritto dall'amico Rino Semeraro su Cronache Ipogee n. 6/2014 - bollettino online di speleologia del F.V.G. - intitolato "Timavo, mito della speleologia triestina tra filosofia di vita e ricerca: paradigmi da sciogliere".
Abbiamo molto apprezzato questo scritto perchè non solo parla di Timavo e dell'importanza delle ricerche che lo riguardano, ma anche perchè tratta di speleologia in generale, della situazione locale e dei gravi problemi che oggi l'affliggono. Un buon punto di vista scritto molto bene, come Rino riesce sempre a fare.
Chi è interessato può andare sul sito di Cronache Ipogee, oppure scaricare qui il PDF.
Scritto da Paolo Guglia
domenica 20 luglio 2014
Visitate il blog TSE.14
Per avere tutte le informazioni in tempo reale su progetto di ricerca TIMAVO SYSTEM EXPORATION 2014, visitate il BLOG appositamente predisposto.
Esplorazioni, notizie e curiosità sulle immersioni al Pozzo dei Colombi e nel sifone dell'Abisso di Trebiciano effettuate dal team di speleosub della FFESSM, con l'appoggio logistico della Società Adriatica di Speleologia.
Esplorazioni, notizie e curiosità sulle immersioni al Pozzo dei Colombi e nel sifone dell'Abisso di Trebiciano effettuate dal team di speleosub della FFESSM, con l'appoggio logistico della Società Adriatica di Speleologia.
![]() |
| (Foto Maizan) |
Iscriviti a:
Post (Atom)
























