martedì 11 novembre 2014

SAS Junior

Sempre domenica 9 novembre si è svolta anche la seconda uscita dell'iniziativa SAS Junior, durante la quale piccoli e... meno piccoli esploratori hanno potuto ammirare la bellissima grotta del Paranco (n. 5335 VG). 
Si sa che le soddisfazioni si ottengono con la fatica e quindi... pozzetti, strettoie e scivoli fangosi hanno fatto da intermezzi tecnici lungo il concrezionato percorso.
Alla visita ha partecipato complessivamente un gruppo di 25 persone, giovani e giovanissimi speleo, nonchè i relativi accompagnatori. Tutti bravissimi e tutti promossi.
Un grazie speciale a Alberto, Roberto, Francesca, Beppe, Edi, Paolo e Piero (foto Maizan).

lunedì 10 novembre 2014

Prima uscita del Corso: grotta Ercole

La prima uscita del Coso di Speleologia della SAS ha previsto la visita di una cavità "classica" e perfetta per le sue potenzialità didattiche: la grotta Ercole (n. 6 VG).
C'è la possibilità di un ingresso "soft" al mondo sotterraneo attraverso la grande galleria in discesa, si prosegue quindi lungo lo scivolo inclinato (ideale per un primo approccio ipogeo agli attrezzi di progressione) e si poi passa alla discesa del pozzo finale. Per questo salto si è deciso di optare per una via diversa dalla solita: lungo traverso sulla parete di destra e calata quasi in libera fino al fondo.
Nonostante qualche dubbio e qualche comprensibile diffidenza, gli allievi si sono comportati bene e l'uscita si è svolta nel migliore dei modi.

Le fotografie che seguono sono di Alberto Maizan.


domenica 9 novembre 2014

E' iniziato il Corso...

Con la prima lezione di giovedì 6 novembre e con l'uscita della domenica seguente è iniziato ufficalmente il XXIII Corso di Speleologia di primo livello della SAS.
Un bel gruppo di allievi: Cristina, Daniele, Davide, Gaia, Luca, Marianna e Roberta. 
Agguerriti gli istruttori di tecnica e gli aiuto-istruttori: Giorgio, Giuseppe, Ilario, Massimiliano, Matteo, Piero, Sergio e  Silvia.
Pronti gli istruttori di speleologia: Edgardo, Federica, Lorenzo, Marco, Paolo, Rocco R. e Rocco U.
Un mese intenso di grotte, didattica, tecnica, coinvolgimento e amicizia.


mercoledì 15 ottobre 2014

Corso di speleologia

Attenzione:


La Società Adriatica di Speleologia organizza il

XXIII CORSO DI SPELEOLOGIA DI I LIVELLO

Il corso si svolgerà dal 6 Novembre al 7 Dicembre 2014. Le lezioni teoriche avranno luogo
prevalentemente in Via Rossetti 59/A presso la sede della società, a partire dalle ore 2100;
saranno poi svolte delle uscite pratiche in varie grotte, scelte tra quelle elencate in base al
grado di capacità raggiunto ed alla confidenza acquisita con l’attrezzatura dagli allievi.


Per gli interessati, questo è il programma di massima:

www.sastrieste.it/SitoSAS/PDF/Corso_2014_programma.pdf


Volantino del corso:

www.sastrieste.it/SitoSS/PDF/Corso_2014_volantino.pdf

www.sastrieste.it/SitoSS/PDF/Corso_2014_volantino.pdf

martedì 7 ottobre 2014

Apertura straordinaria Speleovivarium

Attenzione:

In occasione della Barcolana, la Società Adriatica di Speleologia comunica 
l'apertura strardinaria dello

SPELEOVIVARIUM ERWIN PICHL

in via Reni n. 2/c, venerdì 10 e sabato 11 ottobre, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00.

Soci, amici, parenti ed interessati sono invitati a partecipare.


 In collaborazione con il Comune di Trieste - Civici Musei Scientifici


venerdì 3 ottobre 2014

E' scomparso Lucio Juretig

Qualche settimana fa è morto un nostro vecchio socio, Lucio Juretig. 
Era da molti anni che non aveva più rapporti con la SAS, ma – per un certo periodo – è stato una figura di riferimento per tutta l’attività sociale. 
Personalmente ricordo che nel 1973, anno in cui ho frequentato il primo coso di speleologia organizzato dall’Adriatica, due erano le figure che emergevano fra le tante: da una parte Sergio Dambrosi, tecnico esperto di diavolerie tecnologiche e di attrezzature all’avanguardia, dall’altra parte Lucio Juretig, esploratore ma anche grande conoscitore del fenomeno carsico. Oggi non si usa più, ma allora – dopo ogni uscita del corso – bisognava portare in sede una piccola relazione con le proprie osservazioni sulla morfologia e sulla possibile genesi della grotta appena visitata. Ovviamente le teorie espresse da noi allievi erano le più disparate e assurde, ma poi Lucio faceva una sintesi e, con parole semplici, cercava di spiegarci perché la cavità che avevamo disceso la domenica prima era fatta in un certo modo e come la stessa si era sviluppata. Se oggi, dopo quarant’anni, sono ancora legato al mondo delle grotte lo devo, probabilmente, alle affascinanti attrezzature proposte da Sergio e alle lunghe chiacchierate sul carsismo proposte da Lucio. 
Ricordo poi la spedizione “Eolo 73” all’Antro del Corchia. Per noi giovani speleo è stata un’esperienza fantastica e indimenticabile. Come allievi appena usciti dal corso eravamo in tre: io, Walter Cesaratto e Maurizio Lussetti. La grotta si è dimostrata bellissima e ricordo la sicurezza che ci davano i “vecchi” (in realtà solo più che ventenni). Lucio si è dimostrato un ottimo “capo spedizione” (allora c‘erano ancora questi ruoli, oggi superati dall’evoluzione delle tecniche di progressione) e l’uscita di più giorni in terra di Toscana si è risolta al meglio. 
Di Lucio ricordo anche che era un appassionato di fotografia, che quindi passava ore nel laboratorio sociale per produrre ottime stampe, e mi viene in mente anche la sua forza. A questo proposito mi rammento di un episodio che ha visto protagonista un nostro socio. A causa di alcuni malintesi c’è stato un diverbio ed ho visto Lucio prendere questo socio per la cintura, alzarlo di peso, farlo letteralmente volare per tutto il lungo corridoio della sede di via Trento e quasi scaraventarlo giù per le scale. Alla fine, il tutto si è risolto senza spargimenti di sangue, ma era meglio non scherzare troppo con Lucio. 

Oggi, gli attuali soci della SAS non hanno forse nemmeno mai sentito nominare Lucio Juretig, ma lui è stato uno dei principali protagonisti di quella difficile fase di passaggio dall’era Maucci a quella della nuova Adriatica di Speleologia. 
Degno rappresentante di un certo modo di fare speleologia, (oggi forse troppo trascurato) Lucio ha incarnato al meglio gli auspici espressi da Walter Maucci al momento della nascita della Sezione geo-speleologica della Società Adriatica di Scienze: “sviluppare una seria ricerca scientifica, senza tuttavia rinunciare alla tradizione di perizia tecnica che è vanto della speleologia triestina”. 

Testo di P. Guglia



Su Lucio Juretig è apparsa anche, sul n. 9/14 di Cronache Ipogee, una nota di Rino Semeraro. 

 www.sastrieste.it/SitoSAS/PDF/Juretig.pdf

martedì 23 settembre 2014

Riapertura dello Speleoviarium

Domenica 28 settembre, dopo la pausa estiva, riapre al pubblico lo Speleovivarium, con orario dalle ore 10:00 alle 12:00 e, in occasione di NEXT, con apertura prolungata al pomeriggio dalle ore 15:00 alle 18:00.
Il museo dedicato alla speleologia e alla vita del sottosuolo si trova sotto la piazza Carlo Alberto, dentro il colle di San Vito, con l'ingresso in via Reni 2/C. In questo tunnel artificiale, ex rifugio antiaereo risalente al secondo conflitto mondiale, è stato creato un suggestivo percorso tematico  accessibile a chiunque dedicato alla speleologia ed alla vita ipogea.
Molto si deve all'ideatore sig. Erwin Pichl che, negli anni '90, dedicò il suo tempo alla realizzazione della prima parte di un museo dedicato interamente alla speleologia. Grazie alla sinergica collaborazione ed alla costante attenzione dei Civici Musei scientifici, lo Speleovivarium svolge, da allora, un'importante opera di divulgazione, formazione e ricerca.
Grazie all'apporto delle classi terze del Liceo scientifico Galileo Galilei, durante lo scorso anno è stata revisionata e in parte rifatta la cartellonistica ed a questo argomento sarà dedicata una specifica giornata di approfondimento nel mese di ottobre.  
Domenica 28 settembre, con l'iniziativa intitolata "OLTRE IL BUIO", la Società Adriatica di Speleologia propone allo Spelovivarium visite guidate e laboratori rivolti a tutti per far comprendere, con specifici accorgimenti, gli straordinari meccanismi di percezione di alcuni degli animali che vivono perennemente nell'oscuro mondo sotterraneo e per mostrare l'incredibile "risparmio biologico" degli animali cavernicoli adattatisi a vivere in un ambiente povero di risorse, paragonabile per certi aspetti agli ambienti estremi del pianeta.
Lo Spelovivarium resterà aperto ogni domenica dalle ore 10:00 alle 12:00, con aperture straordinarie in occasione di particolari eventi.  Saranno comunque possibili visite ogni giorno della settimana, tramite prenotazione e su appuntamento.


(Foto P. Guglia)

lunedì 22 settembre 2014

Una gradita visita a Trebiciano

E’ con vero piacere che, sabato 6 Settembre, abbiamo avuto la gradita visita del prof. Robert Macfarlane presso le strutture della Stazione Sperimentale Ipogea dell’Abisso di Trebiciano. Il prof. Macfarlane è insegnante all’università di Cambridge, appassionato alpinista, critico letterario, collaboratore della BBC e noto autore a livello europeo. In Italia ha pubblicato vari lavori: Come le montagne conquistano gli uomini (Mondadori 2005), Luoghi selvaggi (Einaudi, 2011) e Le antiche vie (Einaudi 2013).
Avendo intenzione di scrivere un nuovo libro sul rapporto tra l'uomo ed il sottosuolo, non poteva non fare una visita al nostro abisso.
Sembra che il prof. Macfarlane sia rimasto soddisfatto della discesa ed abbia apprezzato sia la grotta sia le tante notizie storiche e speleologiche che abbiamo fornito.
Ora non rimane che attendere la pubblicazione del libro che, ci è stato detto, avrà sicuramente anche una traduzione in italiano.

Il prof. Macfarlane in uscita dall'abisso (Foto A. Maizan)
Il prof. Macfarlane, Sergio Dambrosi e Lucian Comoy (Foto A. Maizan)

sabato 20 settembre 2014

Soccorso Speleologico ricevuto dal Sindaco

E' giunta la notizia che il giorno 19 settembre il Sindaco di Trieste Roberto Cosolini ha consegnato una targa agli speleologi del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico - Stazione di Trieste “per l'altissima professionalità dimostrata con il loro determinante intervento che ha contribuito a salvare la vita allo speleologo tedesco Johann Westerhauser rimasto intrappolato nella grotta Riesending-Schachtoehle, in Baviera, dal 9 al 19 giugno di quest'anno". 
Ricordiamo che il ferito è rimasto nella grotta per ben 11 giorni prima di essere portato all'esterno.
E' con grande soddisfazione che possiamo annoverare fra i 20 speleologi della stazione di soccorso di Trieste che hanno partecipato alle operazioni anche due speleo della SAS, i grandi Rocco Romano e Lorenzo Slama.

Vedi la pagina della Rete Civica del Comune di Trieste.

Foto dalla Rete Civica del Comune di Trieste

martedì 26 agosto 2014

Lufloch su Il Piccolo

Anche nella quarta puntata del reportage "Cercando il Timavo" di Piero Spirito, pubblicato sul quotidiano locale Il Piccolo, si parla nuovamente di noi.
Questa volta l'articolo si intitola "Nei cantieri sottoterra da anni si dà la caccia al fiume che non c'è" e racconta dei vari lavori intrapresi dagli speleologi locali per cercare il corso sotterraneo del fiume Timavo.
Ovviamente si accenna anche della grotta Lazzaro Jerko, scavata dalla Commissione Grotte E. Boegan nel 1999, ma la parte del leone la fa la nostra Luftloch. Piero Spirito descrive una sua discesa nella parte iniziale della cavità, spiega le tante difficoltà incontrate ed intervista il "giovane esploratore" Marco Restaino. Parlando delle varie ipotesi maturate negli ultimi anni studiando il comportamento della cavità durante le piene del Timavo e i flussi d'aria uscenti in tali occasioni dall'ingresso della grotta, Marco si sbilancia anche nel dare alcune previsioni sulle dimensioni della caverna finale che sarà trovata alla fine degli scavi. E' un piccolo azzardo, in quanto ci sono molteplici meccanismi che intercorrono nella formazione delle correnti d'aria che si scatenano nei momenti di piena, ma se alla fine le previsioni si riveleranno esatte sarà una grande soddisfazione l'essere riusciti a dimensionare un vano non ancora scoperto.
L'articolo inizia e finisce con una citazione che noi conosciamo bene: "Il Timavo è un sogno, un sogno che stiamo cercando di far avverare metro dopo metro". Speriamo che i lavori intrapresi (si scava nella Luftloch da 14 anni...) si concludano presto, e con successo.

L'articolo è scaricabile al seguente link.

Parte iniziale in frana della Luftloch (Foto S. Savini)

lunedì 25 agosto 2014

Visite ai sotterranei dei Gesuiti

Ne abbiamo poco parlato fra le notizie relative all'attività sociale, ma è da anni che un gruppo di appassionati della SAS organizza regolarmente visite guidate ai cosiddetti "Sotterranei dei Gesuiti" sotto la chiesa di Santa Maria Maggiore. Tali visite sono rivolte a scuole, ricreatori, associazioni culturali e semplici cittadini interessati alla storia della nostra città.
Ormai sono varie migliaia i visitatori che abbiamo accompagnato all'interno dei vani che abbiamo recuperato e ripulito, e l'interesse dimostrato è sempre stato una grande soddisfazione per noi che tanto abbiamo lavorato in questi ambienti sotterranei seicenteschi.
La foto ritrae una delle recenti visite con più di ottanta persone, fra bambini ed accompagnatori, dell'Oratorio Salesiano S. Giovanni Bosco di Trieste.


(Foto E. Halupca)

domenica 17 agosto 2014

Si parla di noi

Piero Spirito è un giornalista de Il Piccolo, quotidiano cittadino, che più volte si è interessato di grotte e della nostra attività. Recentemente ha avviato una serie di reportage relativi al fiume Timavo/Reka, al suo curioso percorso ed alle varie persone che, in  qualche modo, sono state coinvolte.
La prima puntata ha riguardato le sorgenti del fiume, nella seconda, invece, si è parlato delle grotte di San Canziano/Škocjanske Jame.
Nella terza puntata si è arrivati finalmente in territorio italiano e si è posta l'attenzione sull'Abisso di Trebiciano. Ovviamente, parlando di questa grotta, si dovevano citare anche la Società Adriatica di Speleologia, i grandi lavori fatti e la possibilità di visitare la cavità. E' stata introdotta anche la figura di Sergio Dambrosi che, come scritto nell'articolo, si può quasi paragonare per dedizione e presenza ad un "guardiano del faro", solo che nel nostro caso non c'è alcuna luce lampeggiante (quella ogni speleologo deve portarsela da casa) e la lunga serie di scalette metalliche non porta in alto alla lanterna terminale del faro ma scende in profondità nel cuore del Carso.
L'articolo prosegue citando Antonio Federico Lindner, i suoi lavori del 1841 e le varie vicende che hanno coinvolto questa importante grotta nel tempo, fino alle ultime esplorazioni subacquee del Timavo System Exploration fatte dagli amici francesi della FFESSM.
Attendiamo con curiosità le prossime pubblicazioni di questo interessante servizio.

La prima puntata è uscita il 3 agosto, la seconda il 9 agosto e la terza il 14 agosto 2014.


giovedì 31 luglio 2014

Articolo sul Timavo

L'attività speleologica si può sviluppare in molti modi. C'è chi esplora da -1000 in avanti, chi dedica il suo tempo allo studio di buchetti profondi una decina di metri, chi fotografa, chi misura, chi parte per paesi lontani e chi non s'allontana che di qualche chilometro. Tutti più o meno contenti e convinti che quella propria sia la "vera" speleologia. Si potrebbero fare molti discorsi teorici a proposito, ma la verità è solo una: un gruppo grotte, per funzionare, ha bisogno di tutti, di chi esplora, di chi fotografa, di chi misura, di chi parte e di chi rimane. Recentemente, su una prestigiosa rivista cittadina, sono stati messi a confronto due tipi di attività speleologica, con il risultato di innescare un'aspra polemica. Secondo me è un grave errore. Un giovane speleo atleticamente preparato sarà più attratto dagli abissi del Canin, una persona più matura si potrà dedicare con soddisfazione a scavi in Carso che impongono pazienza e dedizione, e forse può succedere anche il contrario. Chi può dire, però, quale delle due attività sia la migliore. Se la speleologia fosse un lavoro, il datore ci direbbe quali sono i programmi della giornata e tutti, volenti o dolenti, saremmo chiamati a seguire i piani preordinati. Siccome la speleologia è, invece, una delle attività più libere e non legate da vincoli ed impegni fra quelle di un più ampio volontariato (Ci avete mai pensato? Si fa fatica, si spendono soldi e tempo senza avere alcun ritorno economico, tutto solamente per passione. Più volontariato di questo...), chi può impormi cosa devo fare? O meglio, se obbligato ad un preciso tipo di attività, chi mi farebbe rimanere all'interno di un gruppo che decide arbitrariamente del mio tempo libero e di come devo spendere le mie energie?
Ognuno faccia quindi la "sua" speleologia, chi è "scienziato" studi ed elabori teorie. Chi è esploratore trovi nuovi passaggi e porti a casa tanti bei rilievi. Chi ha un'idea fissa, scavi, cerchi e apra nuove grotte. Chi ha meno tempo e meno energie dia una mano per quel che può. Il tutto sempre all'interno delle strategie di gruppo e di percorsi definiti e condivisi, ma sempre aperti all'interpretazione personale del singolo speleologo. Qual'è, quindi, la "vera" speleologia? Si tratta forse della domanda più inutile che possiamo porci in un momento di grande crisi, di uomini, di finanziamenti e di idee...

La SAS ha sempre affrontato la "sua" speleologia in maniera particolare, seguendo più la passione che il raziocinio, buttandosi spesso in progetti difficili che poi, nel tempo, hanno sempre dato grandi soddisfazioni. Dopo aver esplorato grotte in tutta Italia e oltre, l'elemento che caratterizza l'attuale fase di ricerca è quasi un ritorno alle origini. La speleologia è nata sul Carso con la ricerca dell'acqua di profondità e noi, da anni, abbiamo subito il fascino di questo antico richiamo.
Oggi i mezzi sono radicalmente cambiati. Sono migliorate le possibilità della ricerca scientifica ed anche le potenzialità esplorative hanno fatto passi da gigante. Così, è da un po' di tempo che ci occupiamo (ovviamente non in maniera esclusiva) del Timavo, del suo percorso ipogeo, delle grotte che dovrebbe attraversare, del modo in cui l'acqua - nei vari regimi idrici - si comporta all'interno dell'altipiano carsico. Recentemente, questo tipo di ricerca si è allargato in una collaborazione con gli amici sloveni ed è possibile che, mettendo insieme competenze, esperienze e capacità, si possa arrivare a nuovi ed interessantissimi risultati.

Tutto questo preambolo, in verità, è stato scritto per introdurre un bel articolo scritto dall'amico Rino Semeraro su Cronache Ipogee n. 6/2014 - bollettino online di speleologia del F.V.G. - intitolato "Timavo, mito della speleologia triestina tra filosofia di vita e ricerca: paradigmi da sciogliere".
Abbiamo molto apprezzato questo scritto perchè non solo parla di Timavo e dell'importanza delle ricerche che lo riguardano, ma anche perchè tratta di speleologia in generale, della situazione locale e dei gravi problemi che oggi l'affliggono. Un buon punto di vista scritto molto bene, come Rino riesce sempre a fare.

Chi è interessato può andare sul sito di Cronache Ipogee, oppure scaricare qui il PDF.

Scritto da Paolo Guglia

domenica 20 luglio 2014

Visitate il blog TSE.14

Per avere tutte le informazioni in tempo reale su progetto di ricerca TIMAVO SYSTEM EXPORATION 2014, visitate il BLOG appositamente predisposto.
Esplorazioni, notizie e curiosità sulle immersioni al Pozzo dei Colombi e nel sifone dell'Abisso di Trebiciano effettuate dal team di speleosub della FFESSM, con l'appoggio logistico della Società Adriatica di Speleologia.

(Foto Maizan)


mercoledì 9 luglio 2014

TSE 2013-14: il documentario

Siete tutti invitati alla presentazione del film documentario TIMAVO SYSTEM EXPLORATION, dedicato alla ricerca nelle cavità carsiche del misterioso fiume Timavo.

La società Adriatica di speleologia di Trieste ed il gruppo di speleosub francesi della FFESSM collaborano al progetto "Timavo system exploration". L'obbiettivo è quello di conoscere il percorso di un fiume, il Timavo, che ancora oggi è in gran parte sconosciuto e di difficile accesso.

La proiezione del documentario, realizzato da Benjamin Guignet e Giacomo Marsi, si terrà il giorno sabato 19 luglio alle ore 21:00 presso il cinema dei Fabbri in via dei Fabbri 2/a, Trieste.


Come introduzione alla proiezione ci sarà un intervento di Marco Restaino che parlerà dell'affascinante tema delle esplorazioni legate al fiume Timavo.

Sarà molto interessante, intervenite tutti... 




giovedì 12 giugno 2014

Ultima apertura dello Speleovivarium

Domenica 15 giugno, ultima apertura dello Spelevivarium Erwin Pichl prima del periodo di chiusura estiva.
Sono previste le seguenti iniziative:


Dalle ore 10:00 alle 13:00
Visite guidate
 
Dalle ore 10:00
Vedere nel buio
Laboratori per grandi e piccoli
(consigliata prenotazione)

Alle ore 10:00
AQUA
Laboratori per grandi e piccoli

Alle ore 11:00
Didattica al museo
Conferenza di Edgardo Mauri

 Per maggiori dettagli consultare la seguente locandina: 


venerdì 6 giugno 2014

Apertura straordinaria Speleovivarium

Nel corso delle domeniche 8 e 15 giugno, lo Spelevivarium Erwin Pichl organizza - visto l'avvicinarsi del periodo di chiusura estiva - due aperture straordinarie.
In particolare, domenica 8 giugno sono previste le seguenti attività:

Dalle ore 10:00
Visite guidate

Dalle ore 10:00
AQUA
Laboratori per grandi e piccoli

Alle ore 11:00
Acque sotterranee
Conferenza di Sergio Dambrosi

Dalle ore 15:00
GOLLUM - IL MIO TESORO
Visita animata

Alle ore 16:00
La raccolta dell'acqua nel Carso
Conferenza di Paolo Guglia

Alle ore 17:00
Visita guidata con proiezione di un documentario sul Timavo
(solo su prenotazione)

Per maggiori dettagli consultare la seguente locandina: 



lunedì 19 maggio 2014

Trieste Mini Maker Faire

Per festeggiare i suoi primi 50 anni di attività, il Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam (ICTP) ha organizzato la prima Mini Maker Faire di Trieste. Si tratta di un raduno di "makers", cioè di "inventori, creativi ed entusiasti della cultura del fare".
In questa iniziativa non poteva mancare la Società Adriatica di Speleologia, che ha presentato in questa occasione la sua ampia e variegata attività.
Con due postazioni è stata data ampia illustrazione di quanto stiamo facendo allo Speleovivarim e nel campo della ricerca speleologica, con particolare riguardo alle ricerche sul fiume Timavo.
Allo ore 14:00 il nostro presidente Sergio Dambrosi ha tenuto, inoltre, una piccola conferenza dal titolo "Meteorologia ipogea del percorso del Timavo".
Si è trattato di una bella esperienza, in un contesto di idee originali e innovative.


(Foto Alberto Maizan)

venerdì 9 maggio 2014

Lo sospettavamo da anni...

Dopo una piccola sosta di ripensamento, sono ripartiti nuovamente i lavori di scavo alla Luftlöch. 
E’ stato necessario ripristinare i tubi dell'aria che, a causa di numerose piene, avevano subito qualche danneggiamento. Abbiamo testato l'impianto elettrico e fatto lavorare un po’ il demolitore, opportunamente "tagliandato" dopo l'aver passato qualche settimana sotto acqua. 
Nei mesi precedenti ci sono state discese finalizzate alla manutenzione, al recupero dell’attrezzatura e, in occasioni delle piene, alla verifica del nuovo punto di scavo. Lunedì 5 maggio 2014, invece, ci siamo trovati in presenza di una situazione meteorologicamente "normale", nessun innalzamento delle acque profonde, nessun soffio o aspirazione, niente pioggia all’esterno.
Dopo aver messo qualche staffa per agevolare la discesa negli ultimi sette metri scavati a forza nella viva roccia, ci siamo accorti che alla base del nuovo ambientino trovato c’era un bel pozzangherone (chiamarlo laghetto sarebbe esagerato…). Un piccolo bacino d’acqua che chiudeva la via dell’aria verso i futuri ambienti, una sorta di sifoncino. 
Lo sospettavamo da anni e, nonostante il disagio derivato dal dover lavorare in "umido", non possiamo negare un minimo di soddisfazione per aver intuito già da qualche tempo la presenza di questo piccolo sifone pensile, senza averlo mai visto ma interpretando solamente il comportamento dell'aria durante le piene. 
In poche parole i segnali evidenti erano tre: 
- la cattiva qualità dell’aria nonostante le grandi cubature espulse; 
- il bilancio tra l’aria espulsa e quella aspirata, che invece di risultare pari a zero è sempre stato 
  maggiore in espulsione; 
- l'assenza di aria barica in profondità.
La presenza di un sifoncino era quindi la nostra risposta e, alla profondità di 250 m, il sifoncino è stato trovato. 
L'acqua in fase di rimonta è quasi sempre più veloce dell'acqua in fase calante.
Negli ambienti di profondità che ancora ci attendono, la pressione dell’aria durante la piena aumenta notevolmente, forzando l'aria attraverso il sifoncino, riempiendo d'acqua gli ultimi metri di scavo, generando l'effetto Blocher (vedi il post di data 2 febbraio 2013) e provocando flussi d’aria di oltre 100 km/h di velocità alla botola d’ingresso. 
In aspirazione le cose sono invece molto più calme e lente. La decompressione della caverna finale permette lo svuotamento “verso valle” del sifoncino solo per brevi momenti, creando una forte e ritmata aspirazione (non continua, ma a impulsi). 
Quando poi la forza aspirante generata dalla caverna in decompressione non riesce più a superare l’ostacolo formato dal sifoncino, la grotta principale (la Luftlöch) interrompe il flusso e, per raggiungere l’equilibrio, l’aria viene aspirata da chissà quali passaggi a noi sconosciuti. 
E proprio quest’aspirazione diffusa, probabilmente collegata a piccole fessure, a frane di fondo dolina o a grotte che mai vedranno la luce, che potrebbe influire sui valori di CO2 riscontrati all’interno della Luftlöch. 
Negli ultimi mesi i periodi di aspirazione sono aumentati, probabilmente a causa dei 7 m di stretta fessura che abbiamo allargato e che ora favoriscono il passaggio dell’aria.
Ultimo tassello, la mancanza di aria barica in profondità: è rilevabile all’ingresso, va perdendosi scendendo, sul fondo nulla... sempre per colpa del sifoncino. 
E' quasi come un giallo ma pian piano tutti i tasselli iniziano a combaciare. 
Siamo molto fiduciosi che una volta superato il sifoncino, inizieremo a rilevare non solo l’aria barica ma anche valori in aspirazione che saranno finalmente bilanciati con quelli di espulsione. 
Intanto gli scavi procedono. 

Scritto da Marco Restano

martedì 6 maggio 2014

TSE.14 - L'esplorazione s'avvicina

In realtà mancano ancora due mesi, ma la macchina dell'organizzazione si è già avviata.
Abbiamo recepito le esperienze dell'anno scorso, sia quelle positive che quelle negative, ed abbiamo le idee più chiare su come ottenere i risultati migliori.
Anche nel 2014 cercheremo di dare il nostro meglio e di supportare a massimo le immersioni che si svolgeranno a luglio da parte del National Cave Diving Commette della FFESSM.
Siamo certi che quest'anno le sorprese non mancheranno...




Vai al sito del TSE.14, già pronto per raccogliere le notizie delle esplorazioni in tempo reale.