Si è svolta venerdì 28 novembre, presso lo Speleovivarium, la conferenza dedicata alle esplorazioni della cavità denominata Aquarolo. L'amico Lorenzo Slama ha raccontato di come si è venuti a conoscenza di questa grotta, delle varie fasi esplorative e delle prospettive future.
Lorenzo è stato molto bravo ed è risultato molto coinvolgente ripercorrere attraverso le parole di un protagonista tutte le varie attività effettuate negli ultimi anni in questa particolare risorgiva che si apre in Val Raccolana, nei pressi del paese di Tamaroz. La partecipazione all'iniziativa non è stata forse all'altezza delle aspettative, ma si è trattato comunque di una bella serata fra amici.
Seguono alcune foto della conferenza (A. Maizan e P. Guglia).
mercoledì 3 dicembre 2014
martedì 2 dicembre 2014
Terza uscita del Corso
La terza uscita pratica del XXIII Corso di Speleologia della SAS che - come da programma - doveva svolgersi nella Grotta del Maestro (n. 5300 VG), è stata dirottata per motivi di sicurezza nell'Abisso di Gabrovizza (n. 73 VG).
Si tratta comunque di una bella grotta profonda quasi cento metri, riccamente concrezionata e particolarmente cara all'Adriatica, in quanto il suo rilievo depositato in Catasto è stato fatto nel 1975 dai nostri soci.
L'uscita si è svolta per il meglio e gli allievi hanno iniziato a muoversi con più più tranquillità e familiarità con l'ambiente ipogeo.
Seguono alcune foto di Alberto Maizan.
Si tratta comunque di una bella grotta profonda quasi cento metri, riccamente concrezionata e particolarmente cara all'Adriatica, in quanto il suo rilievo depositato in Catasto è stato fatto nel 1975 dai nostri soci.
L'uscita si è svolta per il meglio e gli allievi hanno iniziato a muoversi con più più tranquillità e familiarità con l'ambiente ipogeo.
Seguono alcune foto di Alberto Maizan.
venerdì 28 novembre 2014
Aquarolo
Sabato 29 novembre 2014, alle ore 16:00, la Società Adriatica di Speleologia organizza - in collaborazione con il Civico Museo di Storia Naturale di Triese - l'iniziativa intitolata: Aquarolo, la straordinaria scoperta di una risorgiva carsica raccontata dai protagonisti.
Nel corso della conferenza - con la presenza di chi ha trovato ed indagato questa interessate cavità sita in Val Raccolana - saranno mostrate le immagini raccolte nel corso delle varie esplorazioni.
Durante tutta la giornata si terranno, a partire dalle ore 10:00, visite guidate, laboratori e sperimentazioni inerenti le grotte, l'acqua e gli attrezzi di progressione speleologica.
L'iniziativa è stata organizzata dalla SAS in occasione della settimana UNESCO per l'educazione allo sviluppo sostenibile.
Di seguito il programma completo della giornata:
Nel corso della conferenza - con la presenza di chi ha trovato ed indagato questa interessate cavità sita in Val Raccolana - saranno mostrate le immagini raccolte nel corso delle varie esplorazioni.
Durante tutta la giornata si terranno, a partire dalle ore 10:00, visite guidate, laboratori e sperimentazioni inerenti le grotte, l'acqua e gli attrezzi di progressione speleologica.
L'iniziativa è stata organizzata dalla SAS in occasione della settimana UNESCO per l'educazione allo sviluppo sostenibile.
Di seguito il programma completo della giornata:
lunedì 24 novembre 2014
Convegno
Giovedì 27 novembre 2014, il Civico Museo di Storia Naturale di Trieste organizza, in collaborazione con la Società Adriatica di Speleologia e lo Speleovivarium Erwin Pichl, l'incontro intitolato:
convegno sull'educazione allo sviluppo sostenibile e sull'apprendimento attraverso l'esperienza all'aperto, nei musei e nei laboratori.
L'iniziativa avrà inizio alle ore 09:30 presso la sala incontri del Civico Museo di Storia Naturale, in via Tominz n. 4.
L'incontro è stato organizzato in occasione della Settimana Unesco di Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2014.
Cliccando l'immagine che segue è possibile scaricare il programma completo della giornata. Detto programma riporta, a sua volta, i vari link per accedere ai siti Internet dei partecipanti e degli aderenti al convegno:
UN'AULA SOTTO IL CIELO
convegno sull'educazione allo sviluppo sostenibile e sull'apprendimento attraverso l'esperienza all'aperto, nei musei e nei laboratori.
L'iniziativa avrà inizio alle ore 09:30 presso la sala incontri del Civico Museo di Storia Naturale, in via Tominz n. 4.
L'incontro è stato organizzato in occasione della Settimana Unesco di Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2014.
Cliccando l'immagine che segue è possibile scaricare il programma completo della giornata. Detto programma riporta, a sua volta, i vari link per accedere ai siti Internet dei partecipanti e degli aderenti al convegno:
Il Corso a Trebiciano
Sempre all'interno del XXIII Corso di Speleologia della SAS, è stata organizzata - domenica 23 novembre - un'uscita aggiuntiva all'Abisso di Trebiciano (n. 17 VG).
I corsisti che si stanno avvicinando al mondo delle grotte accompagnati dall'Adriatica non potevano non visitare questa straordinaria cavità, che vede da moltissimi anni protagonista proprio la nostra società con studi, indagini ed esplorazioni.
L'occasione è stata particolarmente interessante anche perchè il livello del Timavo era più alto del solito (ultimi momenti di una piena di particolare intensità), ed è stato quindi possibile vedere la caverna Lindner con il grande lago finale.
Le foto sono di A. Maizan e M. Blocher.
I corsisti che si stanno avvicinando al mondo delle grotte accompagnati dall'Adriatica non potevano non visitare questa straordinaria cavità, che vede da moltissimi anni protagonista proprio la nostra società con studi, indagini ed esplorazioni.
L'occasione è stata particolarmente interessante anche perchè il livello del Timavo era più alto del solito (ultimi momenti di una piena di particolare intensità), ed è stato quindi possibile vedere la caverna Lindner con il grande lago finale.
Le foto sono di A. Maizan e M. Blocher.
martedì 18 novembre 2014
Gutta Cavat Lapidem
Si è concluso per il meglio il finesettimana relativo all'iniziativa denominata Gutta Cavat Lapidem SPELEO2014, svoltasi a Polcenigo, in provincia di Pordenone.
Si è trattato di un momento importante per la speleologia regionale, durante il quale è stato possibile mostrare agli altri la propria attività, scambiarsi idee ed esperienze, e chiacchierare liberamente di grotte e speleologia.
Anche la SAS era presente all'iniziativa, con la presentazione di due relazioni:
P. Guglia & B. Vojtissek - Timavo System Exploration 2013, 2014 e ... 2015 - Relatore P. Guglia.
M. Restaino & M. Blocher - Il Timavo ad ampio respiro - Relatore M. Restaino.
Pensiamo che le nostre relazioni siano risultate all'altezza dell'incontro e che la SAS abbia fatto la sua più che dignitosa figura.
Si è trattato di un momento importante per la speleologia regionale, durante il quale è stato possibile mostrare agli altri la propria attività, scambiarsi idee ed esperienze, e chiacchierare liberamente di grotte e speleologia.
Anche la SAS era presente all'iniziativa, con la presentazione di due relazioni:
P. Guglia & B. Vojtissek - Timavo System Exploration 2013, 2014 e ... 2015 - Relatore P. Guglia.
M. Restaino & M. Blocher - Il Timavo ad ampio respiro - Relatore M. Restaino.
Pensiamo che le nostre relazioni siano risultate all'altezza dell'incontro e che la SAS abbia fatto la sua più che dignitosa figura.
Attenzione: varazione 3° uscita Corso
COMUNICATO
IMPORTANTE
Si comunica che la 3° uscita del Corso - che da programma doveva svolgersi presso la grotta del Maestro (n. 5300 VG) - viene dirottata in un'altra cavità a causa di movimenti franosi recentemente riscontrati al suo ingresso.
Verrà comunicato quanto prima quale sarà la cavità alternativa che visiteremo.
Di seguito si allega parte della segnalazione apparsa in Internet relativamente alla pericolosità della grotta in questione:
"Ieri ci siamo stati (alla grotta del Maestro) con il nostro corso ed è una fortuna
che noi ultimi 3 siamo riusciti ad uscire senza esserci fatti
nulla. Probabilmente a causa delle pioggie insistenti sta venendo
via tutta l'argilla che tiene insieme cementati tra loro i massi
dell'ingresso, sotto al tombino. Ieri è franata improvvisamente una
grande quantità di pietre (anche di grandi dimensioni) per fortuna
quando eravamo appena saliti l'ultimo pozzo disarmando e ci
trovavamo nella prima saletta, senza che nessuno fosse nel
cunicolo, smuovesse qualcosa o altro..scaricava ogni 2/3 minuti
pietre non indifferenti e dopo 30 minuti di attesa siamo risaliti
uno alla volta, con calma, stando super attentissimi e sperando che
non franasse nulla nella risalita. Quando uscivo ho visto che c'è
un grande vuoto creatosi sotto un gran masso sotto al tombino e
anche gli altri massi vicini sono assolutamente instabili e pronti
a cadere perchè la terra non c'è più. Inutile dirti, visto che
conosci la grotta, che se cadono quei massi non si fermano nella
saletta ma vanno fino alla fine del primo pozzo con probabili
conseguenze che sappiamo. Serve una buona messa in sicurezza
dell'entrata prima di poterci andare di nuovo."
Simona Franz
lunedì 17 novembre 2014
Uscita del Corso all'Impossibile
La seconda uscita del XXIII Corso di Speleologia della SAS si è svolta domenica 16 novembre nella grotta denominata "Impossibile" (n. 6300 VG), con entrata dall'ingresso artificiale.
La cavità è sempre di sicuro impatto visivo ed i problemi tecnici sono stati superati brillantemente dagli allievi.
Ad ogni uscita le difficoltà di progressione aumentano, ma con la presenza degli istruttori si scende (e poi ovviamente si sale...) in sicurezza e apprendendo sempre meglio le varie tecniche "su sola corda".
Di seguito alcune foto dell'uscita di Massimiliano Blocher.
La cavità è sempre di sicuro impatto visivo ed i problemi tecnici sono stati superati brillantemente dagli allievi.
Ad ogni uscita le difficoltà di progressione aumentano, ma con la presenza degli istruttori si scende (e poi ovviamente si sale...) in sicurezza e apprendendo sempre meglio le varie tecniche "su sola corda".
Di seguito alcune foto dell'uscita di Massimiliano Blocher.
martedì 11 novembre 2014
SAS Junior
Sempre domenica 9 novembre si è svolta anche la seconda uscita dell'iniziativa SAS Junior, durante la quale piccoli e... meno piccoli esploratori
hanno potuto ammirare la bellissima grotta del Paranco (n. 5335 VG).
Si sa che le
soddisfazioni si ottengono con la fatica e quindi... pozzetti, strettoie
e scivoli fangosi hanno fatto da intermezzi tecnici lungo il
concrezionato percorso.
Alla visita ha partecipato complessivamente un gruppo di 25 persone, giovani e giovanissimi speleo, nonchè i relativi accompagnatori. Tutti bravissimi e tutti promossi.
Un grazie speciale a Alberto, Roberto, Francesca, Beppe, Edi, Paolo e Piero (foto Maizan).
Alla visita ha partecipato complessivamente un gruppo di 25 persone, giovani e giovanissimi speleo, nonchè i relativi accompagnatori. Tutti bravissimi e tutti promossi.
Un grazie speciale a Alberto, Roberto, Francesca, Beppe, Edi, Paolo e Piero (foto Maizan).
lunedì 10 novembre 2014
Prima uscita del Corso: grotta Ercole
La prima uscita del Coso di Speleologia della SAS ha previsto la visita di una cavità "classica" e perfetta per le sue potenzialità didattiche: la grotta Ercole (n. 6 VG).
C'è la possibilità di un ingresso "soft" al mondo sotterraneo attraverso la grande galleria in discesa, si prosegue quindi lungo lo scivolo inclinato (ideale per un primo approccio ipogeo agli attrezzi di progressione) e si poi passa alla discesa del pozzo finale. Per questo salto si è deciso di optare per una via diversa dalla solita: lungo traverso sulla parete di destra e calata quasi in libera fino al fondo.
Nonostante qualche dubbio e qualche comprensibile diffidenza, gli allievi si sono comportati bene e l'uscita si è svolta nel migliore dei modi.
Le fotografie che seguono sono di Alberto Maizan.
C'è la possibilità di un ingresso "soft" al mondo sotterraneo attraverso la grande galleria in discesa, si prosegue quindi lungo lo scivolo inclinato (ideale per un primo approccio ipogeo agli attrezzi di progressione) e si poi passa alla discesa del pozzo finale. Per questo salto si è deciso di optare per una via diversa dalla solita: lungo traverso sulla parete di destra e calata quasi in libera fino al fondo.
Nonostante qualche dubbio e qualche comprensibile diffidenza, gli allievi si sono comportati bene e l'uscita si è svolta nel migliore dei modi.
Le fotografie che seguono sono di Alberto Maizan.
domenica 9 novembre 2014
E' iniziato il Corso...
Con la prima lezione di giovedì 6 novembre e con l'uscita della domenica seguente è iniziato ufficalmente il XXIII Corso di Speleologia di primo livello della SAS.
Un bel gruppo di allievi: Cristina, Daniele, Davide, Gaia, Luca, Marianna e Roberta.
Agguerriti gli istruttori di tecnica e gli aiuto-istruttori: Giorgio, Giuseppe, Ilario, Massimiliano, Matteo, Piero, Sergio e Silvia.
Pronti gli istruttori di speleologia: Edgardo, Federica, Lorenzo, Marco, Paolo, Rocco R. e Rocco U.
Un mese intenso di grotte, didattica, tecnica, coinvolgimento e amicizia.
Un bel gruppo di allievi: Cristina, Daniele, Davide, Gaia, Luca, Marianna e Roberta.
Agguerriti gli istruttori di tecnica e gli aiuto-istruttori: Giorgio, Giuseppe, Ilario, Massimiliano, Matteo, Piero, Sergio e Silvia.
Pronti gli istruttori di speleologia: Edgardo, Federica, Lorenzo, Marco, Paolo, Rocco R. e Rocco U.
Un mese intenso di grotte, didattica, tecnica, coinvolgimento e amicizia.
mercoledì 15 ottobre 2014
Corso di speleologia
Attenzione:
La Società Adriatica di Speleologia organizza il
XXIII CORSO DI SPELEOLOGIA DI I LIVELLO
Il corso si svolgerà dal 6 Novembre al 7 Dicembre 2014. Le lezioni teoriche avranno luogo
prevalentemente in Via Rossetti 59/A presso la sede della società, a partire dalle ore 2100;
saranno poi svolte delle uscite pratiche in varie grotte, scelte tra quelle elencate in base al
grado di capacità raggiunto ed alla confidenza acquisita con l’attrezzatura dagli allievi.
Per gli interessati, questo è il programma di massima:
Volantino del corso:
martedì 7 ottobre 2014
Apertura straordinaria Speleovivarium
Attenzione:
In occasione della Barcolana, la Società Adriatica di Speleologia comunica
l'apertura strardinaria dello
SPELEOVIVARIUM ERWIN PICHL
in via Reni n. 2/c, venerdì 10 e sabato 11 ottobre, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00.
Soci, amici, parenti ed interessati sono invitati a partecipare.
In collaborazione con il Comune di Trieste - Civici Musei Scientifici
venerdì 3 ottobre 2014
E' scomparso Lucio Juretig
Qualche settimana fa è morto un nostro vecchio socio, Lucio
Juretig.
Era da molti anni che non aveva più rapporti con la SAS, ma – per un certo periodo – è stato una figura di riferimento per tutta l’attività sociale.
Personalmente ricordo che nel 1973, anno in cui ho frequentato il primo coso di speleologia organizzato dall’Adriatica, due erano le figure che emergevano fra le tante: da una parte Sergio Dambrosi, tecnico esperto di diavolerie tecnologiche e di attrezzature all’avanguardia, dall’altra parte Lucio Juretig, esploratore ma anche grande conoscitore del fenomeno carsico. Oggi non si usa più, ma allora – dopo ogni uscita del corso – bisognava portare in sede una piccola relazione con le proprie osservazioni sulla morfologia e sulla possibile genesi della grotta appena visitata. Ovviamente le teorie espresse da noi allievi erano le più disparate e assurde, ma poi Lucio faceva una sintesi e, con parole semplici, cercava di spiegarci perché la cavità che avevamo disceso la domenica prima era fatta in un certo modo e come la stessa si era sviluppata. Se oggi, dopo quarant’anni, sono ancora legato al mondo delle grotte lo devo, probabilmente, alle affascinanti attrezzature proposte da Sergio e alle lunghe chiacchierate sul carsismo proposte da Lucio.
Ricordo poi la spedizione “Eolo 73” all’Antro del Corchia. Per noi giovani speleo è stata un’esperienza fantastica e indimenticabile. Come allievi appena usciti dal corso eravamo in tre: io, Walter Cesaratto e Maurizio Lussetti. La grotta si è dimostrata bellissima e ricordo la sicurezza che ci davano i “vecchi” (in realtà solo più che ventenni). Lucio si è dimostrato un ottimo “capo spedizione” (allora c‘erano ancora questi ruoli, oggi superati dall’evoluzione delle tecniche di progressione) e l’uscita di più giorni in terra di Toscana si è risolta al meglio.
Di Lucio ricordo anche che era un appassionato di fotografia, che quindi passava ore nel laboratorio sociale per produrre ottime stampe, e mi viene in mente anche la sua forza. A questo proposito mi rammento di un episodio che ha visto protagonista un nostro socio. A causa di alcuni malintesi c’è stato un diverbio ed ho visto Lucio prendere questo socio per la cintura, alzarlo di peso, farlo letteralmente volare per tutto il lungo corridoio della sede di via Trento e quasi scaraventarlo giù per le scale. Alla fine, il tutto si è risolto senza spargimenti di sangue, ma era meglio non scherzare troppo con Lucio.
Oggi, gli attuali soci della SAS non hanno forse nemmeno mai sentito nominare Lucio Juretig, ma lui è stato uno dei principali protagonisti di quella difficile fase di passaggio dall’era Maucci a quella della nuova Adriatica di Speleologia.
Degno rappresentante di un certo modo di fare speleologia, (oggi forse troppo trascurato) Lucio ha incarnato al meglio gli auspici espressi da Walter Maucci al momento della nascita della Sezione geo-speleologica della Società Adriatica di Scienze: “sviluppare una seria ricerca scientifica, senza tuttavia rinunciare alla tradizione di perizia tecnica che è vanto della speleologia triestina”.
Testo di P. Guglia
Su Lucio Juretig è apparsa anche, sul n. 9/14 di Cronache Ipogee, una nota di Rino Semeraro.
Era da molti anni che non aveva più rapporti con la SAS, ma – per un certo periodo – è stato una figura di riferimento per tutta l’attività sociale.
Personalmente ricordo che nel 1973, anno in cui ho frequentato il primo coso di speleologia organizzato dall’Adriatica, due erano le figure che emergevano fra le tante: da una parte Sergio Dambrosi, tecnico esperto di diavolerie tecnologiche e di attrezzature all’avanguardia, dall’altra parte Lucio Juretig, esploratore ma anche grande conoscitore del fenomeno carsico. Oggi non si usa più, ma allora – dopo ogni uscita del corso – bisognava portare in sede una piccola relazione con le proprie osservazioni sulla morfologia e sulla possibile genesi della grotta appena visitata. Ovviamente le teorie espresse da noi allievi erano le più disparate e assurde, ma poi Lucio faceva una sintesi e, con parole semplici, cercava di spiegarci perché la cavità che avevamo disceso la domenica prima era fatta in un certo modo e come la stessa si era sviluppata. Se oggi, dopo quarant’anni, sono ancora legato al mondo delle grotte lo devo, probabilmente, alle affascinanti attrezzature proposte da Sergio e alle lunghe chiacchierate sul carsismo proposte da Lucio.
Ricordo poi la spedizione “Eolo 73” all’Antro del Corchia. Per noi giovani speleo è stata un’esperienza fantastica e indimenticabile. Come allievi appena usciti dal corso eravamo in tre: io, Walter Cesaratto e Maurizio Lussetti. La grotta si è dimostrata bellissima e ricordo la sicurezza che ci davano i “vecchi” (in realtà solo più che ventenni). Lucio si è dimostrato un ottimo “capo spedizione” (allora c‘erano ancora questi ruoli, oggi superati dall’evoluzione delle tecniche di progressione) e l’uscita di più giorni in terra di Toscana si è risolta al meglio.
Di Lucio ricordo anche che era un appassionato di fotografia, che quindi passava ore nel laboratorio sociale per produrre ottime stampe, e mi viene in mente anche la sua forza. A questo proposito mi rammento di un episodio che ha visto protagonista un nostro socio. A causa di alcuni malintesi c’è stato un diverbio ed ho visto Lucio prendere questo socio per la cintura, alzarlo di peso, farlo letteralmente volare per tutto il lungo corridoio della sede di via Trento e quasi scaraventarlo giù per le scale. Alla fine, il tutto si è risolto senza spargimenti di sangue, ma era meglio non scherzare troppo con Lucio.
Oggi, gli attuali soci della SAS non hanno forse nemmeno mai sentito nominare Lucio Juretig, ma lui è stato uno dei principali protagonisti di quella difficile fase di passaggio dall’era Maucci a quella della nuova Adriatica di Speleologia.
Degno rappresentante di un certo modo di fare speleologia, (oggi forse troppo trascurato) Lucio ha incarnato al meglio gli auspici espressi da Walter Maucci al momento della nascita della Sezione geo-speleologica della Società Adriatica di Scienze: “sviluppare una seria ricerca scientifica, senza tuttavia rinunciare alla tradizione di perizia tecnica che è vanto della speleologia triestina”.
Testo di P. Guglia
Su Lucio Juretig è apparsa anche, sul n. 9/14 di Cronache Ipogee, una nota di Rino Semeraro.
martedì 23 settembre 2014
Riapertura dello Speleoviarium
Domenica 28 settembre, dopo la pausa estiva, riapre al pubblico lo Speleovivarium, con orario dalle ore 10:00 alle 12:00 e, in occasione di NEXT, con apertura prolungata al pomeriggio dalle ore 15:00 alle 18:00.
Il museo dedicato alla speleologia e alla vita del sottosuolo si trova sotto la piazza Carlo Alberto, dentro il colle di San Vito, con l'ingresso in via Reni 2/C. In questo tunnel artificiale, ex rifugio antiaereo risalente al secondo conflitto mondiale, è stato creato un suggestivo percorso tematico accessibile a chiunque dedicato alla speleologia ed alla vita ipogea.
Molto si deve all'ideatore sig. Erwin Pichl che, negli anni '90, dedicò il suo tempo alla realizzazione della prima parte di un museo dedicato interamente alla speleologia. Grazie alla sinergica collaborazione ed alla costante attenzione dei Civici Musei scientifici, lo Speleovivarium svolge, da allora, un'importante opera di divulgazione, formazione e ricerca.
Grazie all'apporto delle classi terze del Liceo scientifico Galileo Galilei, durante lo scorso anno è stata revisionata e in parte rifatta la cartellonistica ed a questo argomento sarà dedicata una specifica giornata di approfondimento nel mese di ottobre.
Domenica 28 settembre, con l'iniziativa intitolata "OLTRE IL BUIO", la Società Adriatica di Speleologia propone allo Spelovivarium visite guidate e laboratori rivolti a tutti per far comprendere, con specifici accorgimenti, gli straordinari meccanismi di percezione di alcuni degli animali che vivono perennemente nell'oscuro mondo sotterraneo e per mostrare l'incredibile "risparmio biologico" degli animali cavernicoli adattatisi a vivere in un ambiente povero di risorse, paragonabile per certi aspetti agli ambienti estremi del pianeta.
Lo Spelovivarium resterà aperto ogni domenica dalle ore 10:00 alle 12:00, con aperture straordinarie in occasione di particolari eventi. Saranno comunque possibili visite ogni giorno della settimana, tramite prenotazione e su appuntamento.
Il museo dedicato alla speleologia e alla vita del sottosuolo si trova sotto la piazza Carlo Alberto, dentro il colle di San Vito, con l'ingresso in via Reni 2/C. In questo tunnel artificiale, ex rifugio antiaereo risalente al secondo conflitto mondiale, è stato creato un suggestivo percorso tematico accessibile a chiunque dedicato alla speleologia ed alla vita ipogea.
Molto si deve all'ideatore sig. Erwin Pichl che, negli anni '90, dedicò il suo tempo alla realizzazione della prima parte di un museo dedicato interamente alla speleologia. Grazie alla sinergica collaborazione ed alla costante attenzione dei Civici Musei scientifici, lo Speleovivarium svolge, da allora, un'importante opera di divulgazione, formazione e ricerca.
Grazie all'apporto delle classi terze del Liceo scientifico Galileo Galilei, durante lo scorso anno è stata revisionata e in parte rifatta la cartellonistica ed a questo argomento sarà dedicata una specifica giornata di approfondimento nel mese di ottobre.
Domenica 28 settembre, con l'iniziativa intitolata "OLTRE IL BUIO", la Società Adriatica di Speleologia propone allo Spelovivarium visite guidate e laboratori rivolti a tutti per far comprendere, con specifici accorgimenti, gli straordinari meccanismi di percezione di alcuni degli animali che vivono perennemente nell'oscuro mondo sotterraneo e per mostrare l'incredibile "risparmio biologico" degli animali cavernicoli adattatisi a vivere in un ambiente povero di risorse, paragonabile per certi aspetti agli ambienti estremi del pianeta.
Lo Spelovivarium resterà aperto ogni domenica dalle ore 10:00 alle 12:00, con aperture straordinarie in occasione di particolari eventi. Saranno comunque possibili visite ogni giorno della settimana, tramite prenotazione e su appuntamento.
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| (Foto P. Guglia) |
lunedì 22 settembre 2014
Una gradita visita a Trebiciano
E’ con vero piacere che,
sabato 6 Settembre, abbiamo avuto la gradita visita del prof. Robert Macfarlane
presso le strutture della Stazione Sperimentale Ipogea dell’Abisso di
Trebiciano. Il prof. Macfarlane è insegnante all’università di Cambridge, appassionato
alpinista, critico letterario, collaboratore della BBC e noto autore a livello
europeo. In Italia ha pubblicato vari lavori: Come le montagne conquistano
gli uomini (Mondadori 2005), Luoghi selvaggi (Einaudi, 2011) e Le
antiche vie (Einaudi 2013).
Avendo intenzione di scrivere
un nuovo libro sul rapporto tra l'uomo ed il sottosuolo, non poteva non fare
una visita al nostro abisso.
Sembra che il prof. Macfarlane
sia rimasto soddisfatto della discesa ed abbia apprezzato sia la grotta sia le
tante notizie storiche e speleologiche che abbiamo fornito.
sabato 20 settembre 2014
Soccorso Speleologico ricevuto dal Sindaco
E' giunta la notizia che il giorno 19 settembre il Sindaco di Trieste Roberto Cosolini ha consegnato una targa
agli speleologi del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e
Speleologico - Stazione di Trieste “per l'altissima professionalità
dimostrata con il loro determinante intervento che ha contribuito a
salvare la vita allo speleologo tedesco Johann Westerhauser rimasto
intrappolato nella grotta Riesending-Schachtoehle, in Baviera,
dal 9 al 19 giugno di quest'anno".
Ricordiamo che il ferito è rimasto nella grotta per ben 11 giorni prima di essere portato all'esterno.
E' con grande soddisfazione che possiamo annoverare fra i 20 speleologi della stazione di soccorso di Trieste che hanno partecipato alle operazioni anche due speleo della SAS, i grandi Rocco Romano e Lorenzo Slama.
Vedi la pagina della Rete Civica del Comune di Trieste.
Ricordiamo che il ferito è rimasto nella grotta per ben 11 giorni prima di essere portato all'esterno.
E' con grande soddisfazione che possiamo annoverare fra i 20 speleologi della stazione di soccorso di Trieste che hanno partecipato alle operazioni anche due speleo della SAS, i grandi Rocco Romano e Lorenzo Slama.
Vedi la pagina della Rete Civica del Comune di Trieste.
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| Foto dalla Rete Civica del Comune di Trieste |
martedì 26 agosto 2014
Lufloch su Il Piccolo
Anche nella quarta puntata del reportage "Cercando il Timavo" di Piero Spirito, pubblicato sul quotidiano locale Il Piccolo, si parla nuovamente di noi.
Questa volta l'articolo si intitola "Nei cantieri sottoterra da anni si dà la caccia al fiume che non c'è" e racconta dei vari lavori intrapresi dagli speleologi locali per cercare il corso sotterraneo del fiume Timavo.
Ovviamente si accenna anche della grotta Lazzaro Jerko, scavata dalla Commissione Grotte E. Boegan nel 1999, ma la parte del leone la fa la nostra Luftloch. Piero Spirito descrive una sua discesa nella parte iniziale della cavità, spiega le tante difficoltà incontrate ed intervista il "giovane esploratore" Marco Restaino. Parlando delle varie ipotesi maturate negli ultimi anni studiando il comportamento della cavità durante le piene del Timavo e i flussi d'aria uscenti in tali occasioni dall'ingresso della grotta, Marco si sbilancia anche nel dare alcune previsioni sulle dimensioni della caverna finale che sarà trovata alla fine degli scavi. E' un piccolo azzardo, in quanto ci sono molteplici meccanismi che intercorrono nella formazione delle correnti d'aria che si scatenano nei momenti di piena, ma se alla fine le previsioni si riveleranno esatte sarà una grande soddisfazione l'essere riusciti a dimensionare un vano non ancora scoperto.
L'articolo inizia e finisce con una citazione che noi conosciamo bene: "Il Timavo è un sogno, un sogno che stiamo cercando di far avverare metro dopo metro". Speriamo che i lavori intrapresi (si scava nella Luftloch da 14 anni...) si concludano presto, e con successo.
L'articolo è scaricabile al seguente link.
Questa volta l'articolo si intitola "Nei cantieri sottoterra da anni si dà la caccia al fiume che non c'è" e racconta dei vari lavori intrapresi dagli speleologi locali per cercare il corso sotterraneo del fiume Timavo.
Ovviamente si accenna anche della grotta Lazzaro Jerko, scavata dalla Commissione Grotte E. Boegan nel 1999, ma la parte del leone la fa la nostra Luftloch. Piero Spirito descrive una sua discesa nella parte iniziale della cavità, spiega le tante difficoltà incontrate ed intervista il "giovane esploratore" Marco Restaino. Parlando delle varie ipotesi maturate negli ultimi anni studiando il comportamento della cavità durante le piene del Timavo e i flussi d'aria uscenti in tali occasioni dall'ingresso della grotta, Marco si sbilancia anche nel dare alcune previsioni sulle dimensioni della caverna finale che sarà trovata alla fine degli scavi. E' un piccolo azzardo, in quanto ci sono molteplici meccanismi che intercorrono nella formazione delle correnti d'aria che si scatenano nei momenti di piena, ma se alla fine le previsioni si riveleranno esatte sarà una grande soddisfazione l'essere riusciti a dimensionare un vano non ancora scoperto.
L'articolo inizia e finisce con una citazione che noi conosciamo bene: "Il Timavo è un sogno, un sogno che stiamo cercando di far avverare metro dopo metro". Speriamo che i lavori intrapresi (si scava nella Luftloch da 14 anni...) si concludano presto, e con successo.
L'articolo è scaricabile al seguente link.
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| Parte iniziale in frana della Luftloch (Foto S. Savini) |
lunedì 25 agosto 2014
Visite ai sotterranei dei Gesuiti
Ne abbiamo poco parlato fra le notizie relative all'attività sociale, ma è da anni che un gruppo di appassionati della SAS organizza regolarmente visite guidate ai cosiddetti "Sotterranei dei Gesuiti" sotto la chiesa di Santa Maria Maggiore. Tali visite sono rivolte a scuole, ricreatori, associazioni culturali e semplici cittadini interessati alla storia della nostra città.
Ormai sono varie migliaia i visitatori che abbiamo accompagnato all'interno dei vani che abbiamo recuperato e ripulito, e l'interesse dimostrato è sempre stato una grande soddisfazione per noi che tanto abbiamo lavorato in questi ambienti sotterranei seicenteschi.
La foto ritrae una delle recenti visite con più di ottanta persone, fra bambini ed accompagnatori, dell'Oratorio Salesiano S. Giovanni Bosco di Trieste.
Ormai sono varie migliaia i visitatori che abbiamo accompagnato all'interno dei vani che abbiamo recuperato e ripulito, e l'interesse dimostrato è sempre stato una grande soddisfazione per noi che tanto abbiamo lavorato in questi ambienti sotterranei seicenteschi.
La foto ritrae una delle recenti visite con più di ottanta persone, fra bambini ed accompagnatori, dell'Oratorio Salesiano S. Giovanni Bosco di Trieste.
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| (Foto E. Halupca) |
domenica 17 agosto 2014
Si parla di noi
Piero Spirito è un giornalista de Il Piccolo, quotidiano cittadino, che più volte si è interessato di grotte e della nostra attività. Recentemente ha avviato una serie di reportage relativi al fiume Timavo/Reka, al suo curioso percorso ed alle varie persone che, in qualche modo, sono state coinvolte.
La prima puntata ha riguardato le sorgenti del fiume, nella seconda, invece, si è parlato delle grotte di San Canziano/Škocjanske Jame.
Nella terza puntata si è arrivati finalmente in territorio italiano e si è posta l'attenzione sull'Abisso di Trebiciano. Ovviamente, parlando di questa grotta, si dovevano citare anche la Società Adriatica di Speleologia, i grandi lavori fatti e la possibilità di visitare la cavità. E' stata introdotta anche la figura di Sergio Dambrosi che, come scritto nell'articolo, si può quasi paragonare per dedizione e presenza ad un "guardiano del faro", solo che nel nostro caso non c'è alcuna luce lampeggiante (quella ogni speleologo deve portarsela da casa) e la lunga serie di scalette metalliche non porta in alto alla lanterna terminale del faro ma scende in profondità nel cuore del Carso.
L'articolo prosegue citando Antonio Federico Lindner, i suoi lavori del 1841 e le varie vicende che hanno coinvolto questa importante grotta nel tempo, fino alle ultime esplorazioni subacquee del Timavo System Exploration fatte dagli amici francesi della FFESSM.
Attendiamo con curiosità le prossime pubblicazioni di questo interessante servizio.
La prima puntata è uscita il 3 agosto, la seconda il 9 agosto e la terza il 14 agosto 2014.
La prima puntata ha riguardato le sorgenti del fiume, nella seconda, invece, si è parlato delle grotte di San Canziano/Škocjanske Jame.
Nella terza puntata si è arrivati finalmente in territorio italiano e si è posta l'attenzione sull'Abisso di Trebiciano. Ovviamente, parlando di questa grotta, si dovevano citare anche la Società Adriatica di Speleologia, i grandi lavori fatti e la possibilità di visitare la cavità. E' stata introdotta anche la figura di Sergio Dambrosi che, come scritto nell'articolo, si può quasi paragonare per dedizione e presenza ad un "guardiano del faro", solo che nel nostro caso non c'è alcuna luce lampeggiante (quella ogni speleologo deve portarsela da casa) e la lunga serie di scalette metalliche non porta in alto alla lanterna terminale del faro ma scende in profondità nel cuore del Carso.
L'articolo prosegue citando Antonio Federico Lindner, i suoi lavori del 1841 e le varie vicende che hanno coinvolto questa importante grotta nel tempo, fino alle ultime esplorazioni subacquee del Timavo System Exploration fatte dagli amici francesi della FFESSM.
Attendiamo con curiosità le prossime pubblicazioni di questo interessante servizio.
La prima puntata è uscita il 3 agosto, la seconda il 9 agosto e la terza il 14 agosto 2014.
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